On 09/08/2019, don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> wrote:
Ho la sensazione che stiamo imputando alla tecnologia tutto quello che non riusciamo a fare come vorremmo o al fatto che vorremmo fare di tutto ed il suo contrario, contemporaneamente.
Beh, spesso si incolpa la tecnologia per giustificare l'incompetenza o la malizia di chi la usa, di chi la configura o... di chi la realizza e la distribuisce. Un atteggiamento complementare da un lato a quello dogmatico per cui un software può garantire la qualità di un risultato, dall'altro a quello fatalista per cui il software non si può cambiare e bisogna assecondarlo. Spesso i tre atteggiamenti sono presenti nella stessa persona, ma emergono in contesti e momenti diversi. Sempre sono indice di una profonda incomprensione della natura dell'informatica e del software, che rappresenta l'artefatto più malleabile della storia umana. E questo vale anche per i social media. E' possibile usarli senza esserne usati, se si sa come fare. Senza fornire loro contenuti e spingendo le persone ad uscire da essi. Ma l'ignoranza è l'oppio dei popoli. Se convinci la maggioranza di essere imbattibile, riduci la probabilità che qualcuno provi a smontarti... e ci riesca. Giacomo