Ci sentiamo ispirati da libri di filosofia accademici o divulgativi e veniamo arricchiti nella nostra capacità di interrogarci attorno a grandi domande sull'esistenza. Questo può avvenire anche dalle conversazioni con l'AI. Non perché le risposte che ci dà siano prese per definitive, ma perché ci possano spronare a farci domande migliori. [1]
A prescindere da questa possibilità, l'AI presa come strumento di esplorazione scientifica, alla stessa stregua del telescopio di Galileo, rimane l'opportunità più concreta e immediata. Una delle promesse dell'AI è quella di addirittura accelerare la ricerca scientifica. Questa accelerazione è stata illustrata in maniera straordinaria dalla pubblicazione della struttura 3D di 200 milioni di proteine, ottenuta con l'utilizzo di tecniche AI moderne. [2]
Capire l'universo attraverso il miglioramento delle conoscenze scientifiche è sufficiente a dare un significato alla nostra vita? Questo è qualcosa che ognuno può decidere per sé, indipendentemente dagli strumenti utilizzati.
David Orban
"What is the question that I should be asking?"