Sono in disaccordo. Pensi che i CdA e Wall Street considerino il Potere come loro obbiettivo e non il denaro? Semmai tendono al Potere economico, in modo da poter imporre il loro Monopoly Pricing per massimizzare il Monopoly Profit. In questo caso il potere si esercita tramite l’uso di predatory pricing contro i competitor più piccoli. Ancora una volta un obiettivo di guadagno. Vogliono i soldi, e chi adotta un business model basato sulla pubblicità, guadagna UNICAMENTE dalla pubblicità. Ne consegue che l’obiettivo è quello di massimizzare la raccolta pubblicitaria. Da qui la duplice distorsione per attrarre inserzionisti da una parte e utenti dall'atra, si sono inventati l’uso dei profili, che nasce da un accidente. Quando Google nacque, non avevoa idea di come fare a sostenere il suo business. AdWords (Google Ads è solo un rebranding https://support.google.com/google-ads/answer/9028765) fu inventato da Google perché non poteva utilizzare il piazzamento in base ai click, perché Ouverture ne aveva il brevetto (https://www.cnet.com/news/overture-sues-google-over-search-patent/ <https://www.cnet.com/news/overture-sues-google-over-search-patent/>). Quindi legò la pubblicità alle azioni degli utenti, che erano la scelta delle keyword usate nelle ricerche. Facebook non poteva usare AdWords perché gli utenti non fanno altre azioni se non fare Like (anche questo un afterthought: https://en.wikipedia.org/wiki/Facebook_like_button) e quindi hanno agganciato la pubblicità ai like. Cambridge Analitica (o meglio Michal Kosinski sfruttando i Big 5 Personality Traints) dimostrò che analizzando pochissimi Like, si potevano creare profili dettagliati degli utenti. L’utilizzo di raccolta dati è quindi un derivato dell’obiettivo di vendere pubblicità. Concentrandosi su un epifenomeno, raccolta dati, non si risolve il problema alla radice. Sono inoltre convinto che le Big Tech introdurranno soluzioni in cui i dati personali dei singoli sono trattati con protezione totale per la privacy, rendendo spuntate le norme che si concentrano su questo. BTW. La pubblicità non dovrebbe servire in un sistema a informazione perfetta come Internet. Gli utenti hanno altri modi per conoscere e scegliere prodotti, ad esempio i recommender system, le review di prodotti, ecc. Invece la pubblicità introduce costi di circa il 30% sui prodotti, che vanno tutti ad arricchire le piattaforme. Uno studio recente durante la pandemia ha dimostrato che un calo di investimenti pubblicitari non ha prodotto alcun calo nelle vendite. In altri termini, l’efficacia della pubblicità mirata e non, sono probabilmente sopravvalutate. Si comincia adesso a studiare l’uso della sperimentazione nella valutazione della pubblicità, oggetto di questo seminario: https://hai.stanford.edu/events/hai-weekly-seminar-harikesh-nair — Beppe
On 1 Feb 2021, at 11:16, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
La pubblicità è solo una copertura, Giuseppe, una scusa.
Il Potere di questo millennio arriva dai dati non dal denaro.
Tant'è che chi ha i dati ottiene tutto il denaro che gli serve.
On Mon, 1 Feb 2021 10:20:42 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
On 31 Jan 2021, at 23:45, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Quando Facebook ordina i contenuti proposti ad un utente, non necessariamente fa pubblicità, ma ne manipola comunque la percezione della realtà per il PROPRIO interesse. Idem Twitter.
Esatto. E qual è il SUO interesse? Vendere pubblicità.
Sia chiaro, io sarei felicissimo di vedere vietata la pubblicità. Ha perso da decenni la propria funzione informativa, diventando uno strumento di persuasione ed indottrinamento al consumismo.
Ma la radice del problema è la raccolta di dati emessi dalle persone. E' tale raccolta che deve diventare tecnicamente impossibile oltre che illegale ed anti-economica.
Giacomo