Salve Enrico, Il 2 Maggio 2024 09:49:45 CEST, Enrico Marello <enrico.marello@gmail.com> ha scritto:
Per esempio, la maggior parte dei controlli automatizzati che terminano con una cartella oggi è del tipo: in dichiarazione hai indicato che hai versato imposte per 100, a noi ne risultano versate solo 80, paga la differenza. Incrocia banalmente due tabelle (dichiarato, riscosso), ben poco intelligente, mi pare.
Qualunque database di dimensione e complessità degne di nota e che abbia subito evoluzioni nel tempo finisce per contenere errori ed inconsistenze che è necessario analizzare e correggere manualmente. Sarebbe davvero ingenuo credere che basti un atto d'imperio (decreto legge, bolla papale..) per correggere magicamente tali errori. Errori che aumentano con l'aumentare delle fonti che alimentano il db stesso. Per riprendere il tuo esempio, sarebbe più preciso dire "sul db c'è scritto che in dichiarazione hai indicato che hai versato imposte per 100, sul db c'è scritto che ne hai versate solo 80, paga la differenza." Anche senza "AI", rendere più lunghe e costose le correzioni ad un db rende più rapida la sua corruzione. E mi sorprenderebbe scoprire che il tempo della Corte di Giustizia Tributaria costi meno allo stato dell'Agenzia dell'entrate. Poi, ovviamente, se un db ricco di inconsistenze non sanate viene usato per il fine-tuning di un software programmato statisticamente (impropriamente detto "AI") ci aspetta una valanga di ricorsi vinti dai contribuenti. Giacomo