Ciao Antonio, perdonami se insisto, prendilo come sincero segno di stima :-). Sarà l'ultima cosa che dico in questo thread. Vedo che continui a scansare la mia domanda scomoda: è il caso di *censurare* le espressioni di odio, per tanto malate che siano? «Per censura si intende il controllo e la limitazione della comunicazione da parte di un'autorità.» (fonte Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Censura) La definizione NON è interpretabile. Le forme di censura probabilmente più diffuse nei regimi democratici sono: 1. quella soft --8<---------------cut here---------------start------------->8--- L'espressione, utilizzata per la prima volta nel 2005 in un report della Open Society Justice Initative, si riferisce a una serie di pratiche e schemi che mirano a influenzare i media senza ricorrere all'interdizione legale, alla censura diretta e alla minaccia economica diretta. Questo tipo di pressioni include l'allocazione discriminatoria e selettiva dei fondi pubblici, l'abuso di potere ed ispezioni opache e discrezionali. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- 2. l'autocensura --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Si parla invece di autocensura quando la censura è realizzata dal soggetto che è chiamato a esprimere opinioni e a divulgare informazioni, allo scopo di evitare di divulgare contenuti sgraditi a terzi o allo scopo di non incorrere in censura. L'organizzazione delle imprese editoriali presuppone, inevitabilmente, una forma di controllo e selezione degli articoli da parte del direttore responsabile, sia per una questione di responsabilità per omesso controllo, in cui altrimenti questi potrebbe incorrere, sia per garantire la cosiddetta "linea editoriale" della testata. [...] --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Ho addirittura letto con i miei occhi un conduttore di una famosa radio privata sostenere che è etico inserire filtri anti "fake news" per impedire ai deficienti di scrivere sui social (prendetene uno a caso): «fare gargarismi con la candeggina protegge dal Covid». Lo so: non è un caso di censura di "hate speech" questo, ma di "fake news"... ma la censura agisce esattamente con questa ratio. Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
L'odio, così come l'amore, è un sentimento privato, in genere tra due persone.
No: amore e odio sono (anche) categorie filosofiche che intendono _ampie_ varietà di sentimenti e atteggiamenti, parti delle quali hanno molto a che fare con la sfera pubblica. Ma non voglio certo fare il tuttologo, tantomeno qui ;-) "Io odio i brevetti" è un'espressione di amore! :-D "Io ammazzerei chi registra i brevetti" è odio malato che qualifica malissimo chi lo pronuncia in pubblico, non sono nemmeno sicuro si tratti di reato (ma non è il censore a stabilirlo).
Con "odio on line" o "hate speech", vengono comunemente etichettate espressioni che, se dette in pubblico, in presenza o in televisione configurerebbero i reati che hai citato,
L'atto di censurare, per sua natura, avviene generalmente _prima_ che l'espressione sia resa pubblica e che si possa eventualmente configurare come reato: la censura implica che esista un censore, non un processo. La censura - per proteggerci, eh! - ha colpito ogni sorta di espressione scomoda o "contraria al buon costume", in Italia *dopo* il fascismo e non solo in Corea del Nord (della quale sono ignorante in merito alla censura, sto usando un luogo comune): da "Mistero buffo" a "Summer dreams" (2008 [1]) i casi sono innumerevoli. La chiesa cattolica ha abolito l'«Indice dei libri proibiti» nel 1966 e AFAIK l'ultimo aggiornamento è del 1948. Oggio io vorrei essere libero di leggere e diffondere (per commentare e criticare) estratti del «Mein Kampf» o dell'intera collana scientifica «La difesa della razza»: l'hate speech sgorga a frotte da simili pubblicazioni.
ma su internet, proprio per la difficoltà intrinseche del mezzo spesso non vengono perseguiti.
Questa è una leggenda metropolitana, Internet non ha mai impedito di perseguire reati perpetrati attraverso di essa... persino su reti p2p cosiddette anonime [2] ...ma anche se fosse, la soluzione è quella di rafforzare le strutture *giudiziarie* affinché siano in grado di perseguire i reati, *non* censurare. [3] Con questo non voglio dire che non occorre fare nulla per fare in modo che le relazioni online siano un po' più equilibrate, ma la censura (l'autorità che stabilisce cosa è lecito o no) è proprio la risposta sbagliatissima a un fenomeno sbagliato. [...]
Prendi il rapporto che ho segnalato la scorsa volta [1].
Lo leggerò senza dubbio, ma ammetto di essere prevenuto: ogni argomento che mi fa sospettare che alla fine la soluzione prospettata è quella di una forma di censura, un "filtro per il web", una "struttura di moderazione" (lasciamo perdere gli esempi dei regimi totalitari plz) genera una reazione di rifuito, come una specie di filtro etico :-D. [...] Un caro saluto, Giovanni. [1] Nell'estate 2008 Italia 1 ha trasmesso in fascia protetta Summer Dreams, censurando tutte le scene su una relazione omosessuale, cosa che accadrà anche nelle repliche trasmesse nell'estate 2010 e negli episodi della quarta stagione in prima tv su La5. [2] e attenzione che questo è l'argomento principe di chi vorrebbe sabotare la crittigrafia forte su internet. (NON intendo dire che è un tuo argomento, eh!) [3] e non sabotare la crittografia forte. -- Giovanni Biscuolo