Il 11/02/22 09:40, Antonio Iacono ha scritto:
[...]
La filiera però non è tra open e closed ma probabilmente tra neutralità e multiscelta, tra linguaggi e middleware.
Tradotto: "Voi sfigati programmatori di software libero continuate a produrre codice che noi, dentro i nostri "bunker", pardon, "cloud" facciamo una "scelta" e decidiamo cosa metterci. Tutt'al più, ogni tanto, doniamo qualche centone ad una "fondazione" pro-free.
Trovo di cattivo gusto questo tono e questo genere di commenti, che certamente NON appartengono a Mazzini. Non sta a me difendere né Mazzini, né Lepida (entrambi "grossi e vaccinati"). Personalmente, pero', credo che fino a quando fra "tecnici" e "manager", fra "sviluppatori" e "manager", fra "sistemisti" e "manager", o anche fra "manager" e "politica" esisteranno muri di questa portata (o, piu' precisamente, l'incapacità di confrontarsi su terreni fatti di fatti concreti).... si fa veramente fatica ad evolvere. Saluti, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html