On 24/01/11 14.44, Paolo Brini wrote:
Il 24/01/2011 22:32, bernardo parrella ha scritto:
il punto era segnalare il pezzo per intero, non quel commento soltanto, sorry; e anzi, rispetto ala tentativo di "sconquassare certe dinamiche di potere": proprio questa è la logica (del tutto anacronistica, obsoleta, irreale) che quella cyberlite di ieri vorrebbe oggi riciclare e riproporre (finanche imporre in classico stile top-down) a un'utenza internet invece assai diversificata e davvero globale, che si muove in maniera profondamente diversa, dai citizen media alla partecipazione orizzontale, dallo stesso giornalismo d'inchiesta alla condivisione di cultura, etc.
Capisco; beh il pezzo non merita per me ulteriore attenzione, perché non c'è niente di più lontano dalle teorie cospirazioniste dell'operato dello staff, attuale e passato, di WikiLeaks. Gran parte di quello che è scritto lì è frutto della più profonda ignoranza di come funziona WikiLeaks e di come decine di migliaia di persone volontarie siano state coinvolte nel progetto, tutt'altro che elitario, antipartecipativo e anacronistico.
grazie, ma non sono l'unico ignorante, per fortuna ;) http://www.bbc.co.uk/news/technology-12171977 Jimmy Wales: “The core of their work is not about Wiki at all – Wiki is a collaborative editing process, it’s a group of people coming together to collaboratively write something. And what Wikileaks is doing is getting documents and leaking them.”