Dalla libertà della penna alla libertà della tastiera /Accesso aperto, diritto d'autore e mediazione editoriale: una lettura illuministica// / <http://www.biblio.polito.it/eventi/pievatolo/> http <http://www.biblio.polito.it/eventi/pievatolo/>://www.biblio.polito.it/eventi/pievatolo/ <http://www.biblio.polito.it/eventi/pievatolo/> * Incontro con la prof. *Maria Chiara Pievatolo <http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolo>* */Dipartimento di Scienze politiche - Università di Pisa/ *Venerdì 17 maggio ore 14* Nuova sala consultazione della Biblioteca Centrale di Ingegneria <http://www.biblio.polito.it/index.html> Politecnico di Torino - Corso Duca degli Abruzzi 24 - Torino Il diritto d'autore è davvero un diritto dell'autore? O non è, a dispetto del suo nome, esercitato in prevalenza come diritto dell'editore? Un simile interrogativo è d'attualità quotidiana per chi si confronta con il mondo dell'editoria scientifica. Mentre la rivoluzione digitale ha abbattuto i costi di produzione, i prezzi delle riviste sono cresciuti, nel periodo 1975-1995, di circa il 300% oltre l'inflazione, anche in virtù del successo di un marketing che li ha legati alla valutazione della ricerca. C'è un'*evidente sproporzione fra il potere degli autori, che forniscono e selezionano i contenuti, e quello dei mediatori, che dovrebbero - o dovevano - soltanto diffonderli al pubblico*. Il problema del rapporto fra gli autori, gli editori e il pubblico e la questione della consistenza filosofica del concetto di proprietà intellettuale sono stati già trattati dagli *illuministi*: per loro, infatti, gli strumenti e i diritti connessi alla comunicazione del sapere non erano marginalità tecniche, bensì parti importanti dell'*uso pubblico della ragione*. Chi aderisce ai principi dell'accesso aperto vuole *emancipare il ricercatore e il suo pubblico dalla mediazione editoriale tradizionale e dalle sue rendite*. Un bene oggetto di proprietà, anche intellettuale, è per definizione alienabile. E' dunque esposto ad essere alienato, soprattutto se la parte più debole del gioco,** l'autore, opera in un sistema editoriale che lo sovrasta ed è sottratto al suo controllo. In questa prospettiva anche oggi un confronto con i filosofi illuministi che hanno pensato - come Kant - un diritto d'autore senza proprietà, o sognato - come Lessing - sistemi di remunerazione della creatività senza monopolio può essere di grande interesse teorico e pratico. E, soprattutto, può indurci a chiederci se siano stati gli illuministi - nel cuore dell'età della stampa - ad anticipare alcuni dei nostri problemi, o se non siamo piuttosto noi - all'inizio dell'età della rete - ad attardarci nei pregiudizi di un passato recente. Interverrà il prof. *Juan Carlos De Martin*, delegato del Rettore per i Servizi bibliotecari e National Point of Reference italiano verso la Commissione Europea per le politiche Open Access. Organizzazione a cura dell'Area Bibliotecaria e Museale del Politecnico di Torino <http://www.biblio.polito.it/index.html>. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://www.biblio.polito.it/eventi/pievatolo/.