Il cloud è un'architettura centralizzata capace di far cadere con un aggiornamento software una rete progettata per resistere agli attacchi nucleari Battute a parte, le infrastrutture critiche di interesse nazionale dovrebbe stare su cloud privata (nel senso: dello Stato) ad es. fatta con OpenStack, o al limite usare approcci ibridi. Ma quando si fanno tavoli tecnici nella PA, a capotavola siede sempre un executive GAFAM, per non parlare di quel VP Amazon che, chiamato direttamente dal Bomba, doveva risolvere tutto con la forza del suo narcisismo. La dipendenza tecnologica è stata la precisa scelta della nostra classe politica, ahimè di ogni colore. Ben vengano gli aggiornamenti antivirus killer, almeno ci aprono gli occhi, sempre che non sia ormai tardi. We have lingered in the chambers of the sea By sea-girls wreathed with seaweed red and brown Till human voices wake us, and we drown. G. On Sun, 21 Jul 2024 at 11:42, Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> wrote:
On 21/07/2024 11:09, 380° via nexa wrote:
"Angelo Raffaele Meo" <angelo.meo@polito.it> writes:
carissimi, su La Stampa di oggi, Riccardo Luna, commentando il crollo di ieri del sistema mondiale delle Telecomunicazioni, si pone la domanda: "Saremmo più sicuri con un cloud di Stato?" e risponde immediatamente: "lo escludo". Io invece non solo non lo escludo, ma lo voglio.
un "cloud" di stato per tutti i servizi dei trasporti, ospedali, pubbliche amministrazioni... così che un singolo "baco" fermi proprio tutto, non solo il 5% circa dei servizi globali?
tanto più che (se non erro) il Polo Strategico Nazionale è in realtà un subappalto verso i GAFAM...
-- Andrea Trentini ⠠⠵ http://atrent.it public key ID: 0xA7A91E3B Dip.to di Informatica Università degli Studi di Milano