Ciao Marco, in sintesi... ehm... no. :-D On Tue, 12 Jan 2021 05:50:57 +0100 M. Fioretti wrote:
On Mon, Jan 11, 2021 23:55:15 PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Executive summary: «Se qualcuno vuole dilettarsi ad elaborare un'alternativa alla libertà di pubblica discussione, deve farsi carico di preparare canali controllati, autorevoli, selezionati di elaborazione del Vero Ufficiale, canali esenti da interessi politici ed economici.»
Oppure, molto più semplicemente, poniamo un limite massimo al numero di utenti che una piattaforma può gestire.
Grande. Cosi' istituzionalizziamo la ipersegmentazione di notizie e visioni di realta' condivise, ignare le une delle altre. Succede gia' coi gruppi whatsapp, telegram eccetera, con risultati esaltanti:
https://stop.zona-m.net/2020/11/the-coming-dangerous-hyper-segmentation-of-n... https://stop.zona-m.net/2020/11/the-political-threat-of-whatsapp/
WhatsApp, Telegram etc... hanno interesse a segmentare perché sono colossi centralizzati: possono tracciare gli utenti in diversi gruppi, tracciarne le comunicazioni private etc... Se fossero costretti ad avere al massimo 10.000 utenti (ancora troppi? facciamo 5.000? 1000?) sarebbero costretti a federarsi ed a ricercare attivamente il più ampio dialogo possibile.
Se Twitter, Facebook o GMail potessero avere al massimo 10.000 utenti, TUTTI questi problemi non si porrebbero affatto.
vedi sopra. Mi pare come dire che se invece di 10 o meno multinazionali del tabacco avessimo 100mila aziendine che vendono sigarette, ma tutte sotto 10M di fatturato annuo, i problemi sociosanitari del fumo sparirebbero.
In effetti, se ci pensi 30 secondi, è così. (io però non limiterei anzitutto il numero di dipendenti ed assimilati) Se 100.000 produttori di sigarette fossero in concorrenza quante risorse potrebbero dedicare al lobbying? Ed al marketing? Avremmo meno fumatori. E considerando il limite posto alla loro crescita, quanto interesse avrebbero ad aggiungere zucchero, mentolo e ammoniaca alle sigarette. Il paragone è però particolarmente azzeccato: https://energycommerce.house.gov/sites/democrats.energycommerce.house.gov/fi...
https://sociale.network/@gubi/105524088715194965
Una volta rimosso il lock-in, una volta ridotte in dimensione e costrette a federarsi, queste piattaforme potranno continuare a moderare i contenuti dei propri utenti come hanno fatto finora o come decideranno di fare d'ora in poi
E potranno continuare a NON farlo, ma in modo che rendera' piu' difficile limitare i danni, perche' le cose hanno sempre almeno due facce. Cosi' i Trump di turno potranno continuare ad avere le loro istanza, in cui incitare milioni di follower a invadere il campidoglio di turno. In tempo reale, 24x7x365, senza freni e in modo piu' difficile da monitorare tempestivamente di adesso. Parler everywhere. Fichissimo
Anzitutto, stai bellamente ignorando il funzionamento di questi canali di comunicazione. Un sistema di comunicazione centralizzato che permette una comunicazione asimmetrica, di massa per il mittente ma personalizzata per il destinatario (profilato in ogni modo possibile) ha economie di scala che spariscono in un sistema distribuito fatto di piccole istanze federate. Senza centralizzazione e senza profilazione, il costo necessario per inculcare un messaggio ad una popolazione passando dai membri più predisposti a veicolarlo crescerebbe in modo esponenziale con il numero di istanze. Questi costi esponenziali renderebbero le strategie comunicative attuali inattuabili ed estremamente rischiose. Vi è poi un altro aspetto, molto più importante che stai sottovalutando: una democrazia che abbia paura delle idee è già morta. Trump e Berlusconi nemmeno esisterebbero in un capitalismo in cui ferrei vincoli superiori (al numero di dipendenti, di utenti etc...) garantissero la concorrenza "by design". Ma il discorso d'odio NON DEVE essere un problema in una democrazia. E' un sintomo: se attecchisce, la democrazia è già malata. E dunque bisogna curare la democrazia, non il sintomo. (a meno di non essere già rassegnati alla morte e alle cure palliative) Le democrazia occidentale è malata di tensione. L'unica cura possibile è la netta riduzione delle differenze di potenziale (economico, politico, sociale) fra le persone. In modo che il più ricco ed il più povero condividano le stesse sorti. L'odio online non è un problema, ma una foglia di fico. Una foglia che copre ignoranza, elitismo e connivenze. Una foglia di fico con cui rimandare la soluzione di problemi molto più gravi... pur disponendo di soluzioni semplici.
Io sono e rimango un sostenitore sfegatato di interoperabilita' VERA, e di federazione. Continuo a sostenere che la prima deve essere obbligatoria punto, e che la seconda deve essere davvero accessibile a tutti. Ma la tesi che limite di utenti e federazione BASTINO a far si che "TUTTI questi problemi non si pongano affatto" mi pare davvero irreale.
Mi rendo conto che sia stupefacente, nella sua semplicità. Ma che male potrebbe fare Google con 10.000 utenti? Che li profili pure, se loro sono d'accordo... ma l'impatto per gli altri e sulla società sarebbe minimo. Idem Facebook, Twitter, Telegram, Amazon... Ve lo immaginate il povero Bezos con 100 dipendenti? :-D Non pensate che li tratterebbe un po' meglio?
Ultimo ma non ultimo, ci vorrebbero comunque anni e tanti, tanti soldi per sostituire i social di oggi (fino a 2B di utenti) con federazione di migliaia di clusterini tutti sotto i 10K
Questa, senza offesa, è una obiezione ridicola. Il fatto che tu non percepisca il costo dei social attuali, non significa che siano gratis. E non parlo solo di privacy. Come la pubblicità, li paghi nei prodotti che acquisti. E li paghi abbondatemente, visto i profitti che fanno sia loro che le aziende che vi si affidano. Dunque per quanto possa costare mettere su un server con 10.000 utenti collettivamente stiamo spendendo di più. Se l'infrastruttura necessaria costasse più di quanto la paghiamo già... ...i GAFAM sarebbero in rosso!!! :-D :-D :-D Giacomo