Buongiorno Antonio, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
Cominciamo a BUTTARE VIA un po' di standards, vecchi orpelli di una cultura del controllo incompatibile con un sano sviluppo della civiltà digitale che ci meritiamo.
Ah, se ti sentissero coloro che lavorano presso UNI, DIN, ANSI, ETSI, ISO, ITU e tutta quella pletora di enti di standardizzazione istituzionali e no. Sono ovviamente gli standard "imposti" per favorire un'azienda, una piattaforma, una tecnologia, ecc. che vanno eliminati.
So che detta come l'ho detta sopra può sembrare la boutade di un qualunquista che spara sentenze a vanvera, mi spiace non ho sufficienti risorse per argomentare :-( Qui mi limito a specificare che io parlavo degli *standard tecnici* volontari gestiti dagli enti privati… che qualche volta diventano standard de-jure.
Citerò ancora una volta da un libro, l'ottimo "Open Source, software libero e altre libertà" di Carlo Piana (capitolo che potete leggere liberamente online qui [1] ).
Eccolo: Carlo argomenta bene. Non ho mai letto tutto il libro ma conosco abbastanza bene i suoi argomenti, *anche* perché ho avuto l'onore (è il caso di dire "io c'ero" [1]) di sedere allo stesso tavole nelle riunioni della commissione Uninfo che discusse di OOXML di Microsoft, esattamente quello standard che «evidenzia difetti in tutte le aree di cui ho parlato sopra, forse (e dico forse) con l’unica esclusione dell’interferenza di brevetti.». [2] La situazione NON è certo una novità, come molti credono: "il diavolo si annida nei dettagli" è il leitmotif di TUTTI gli standard mai concepiti nella storia degli enti di standardizzazione, dalla forma del taglio delle viti fino al formato di serializzazione dei dati (i formati dei file)… passando per il parzialmente INAPPLICATO sistema internazionale unità di misura (uno dei pochissimi gestito da un ente intergovernativo) con tutta la catena metrologica che ne consegue. Non ho adeguata letteratura sotto mano, però: tutto questo è frutto SOLO di una mia personalissima analisi, che però appunto non è "documentabile". :-) [...]
Il PDF è il formato di file più importante del mondo [2]. Mi dite la diffusione delle alternative ad Acrobat? Quanti usano Evince, Okular, Atril?
Io non faccio testo, anzi :-O
L'uno, il due per cento. E non è monopolio questo? E quand'anche volessi usare Acrobat Reader su Linux, perchè l'ultima versione disponibile per questa piattaforma è la 9.5.5 del 2013 !!!. La mia azienda per motivi di sicurezza mi chiede espressamente di usare l'ultima versione di Acrobat Reader
É sempre affascinante per me osservare come il concetto di sicurezza sia EVANESCENTE :-O
e allora cosa dovrei fare io, installare Windows solo per leggere ed usare i PDF?
Non seguo da anni i CVE dei prodotti proprietari, ma stando a queste statistiche, aggiornate al 2018, Adobe Acrobat Reader dal 2013 ad oggi ha avuto un significativo numero di bug reports, ANCHE di "code execution". Quindi: proprietario per proprietario meglio di sì. https://www.cvedetails.com/product/497/Adobe-Acrobat-Reader.html?vendor_id=5... Comunque l'ultima infornata di bug mi pare sia dello scorso Agosto: https://www.securityweek.com/adobe-patches-11-critical-vulnerabilities-acrob... tipo: https://nvd.nist.gov/vuln/detail/CVE-2020-9698 [...] Saluti, Giovanni. [1] bastava essere iscritti a Uninfo, non per altro :-D [2] https://en.wikipedia.org/wiki/International_Organization_for_Standardization... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- The disparity of rules for PAS, Fast-Track and ISO committee generated standards is fast making ISO a laughing stock in IT circles. The days of open standards development are fast disappearing. Instead we are getting "standardization by corporation". --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- -- Giovanni Biscuolo