Nei giorni scorsi ho già dato la notizia dei due regolamenti attraverso i quali l’AGCOM, in attuazione del Decreto Romani, “minaccia” di ridisegnare radicalmente le dinamiche della diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo Internet: obbligo di autorizzazione e/o richiesta di inizio attività, pagamento di un contributo di 3000 o 6000 euro (per chi voglia diffondere contenuti sia in modalità lineare che on demand), obbligo di rettifica (lo stesso che per i blog è previsto nel famigerato DDL intercettazioni), obbligo di tenuta di un registro e di conservazione di tutti i contenuti diffusi e, infine, obbligo di registrazione presso il ROC.
Ho, tuttavia, anche segnalato di come - benché con una tempistica non condivisibile (un termine di 30 giorni che scadrà il prossimo 30 luglio in pieno periodo estivo) - la stessa Autorità abbia, comunque, avvertito l’esigenza di avviare una consultazione pubblica sugli schemi dei due regolamenti predisposti.
In settimana, con gli amici della FEMI - la Federazione italiana delle micro web TV - abbiamo
predisposto un testo di risposta alle due consultazioni promosse dall’AGCOM che
tutti i soggetti interessati - dopo averlo eventualmente adattato alle proprie
idee ed esigenze - potranno trasmettere, entro il 30 luglio p.v., all’Autorità
stessa a mezzo lettera raccomandata a/r (sfortunatamente su carta!) a questo
indirizzo:
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