Grazie, un brillante articolo che ci ricorda un progetto che creò tante speranze nel mondo ( come il governo di Allende ). Pochi anni dopo il Putsch del '73 il collettivo degli studenti di Informatica di Pisa - in gran parte studenti marxisti - studiarono attentamente il progetto e tutti avrebbero voluto ricreare le condizioni per realizzarlo, sognando di poter lavorare in tale progetto. Molti dei concetti sviluppati in Cybersyn contribuirono a creare il concetto di Ecosistema Digitale, pensato come al servizio di una economia distribuita per una produzione (con grande contributo dellle SME), come bene comune al servizio de bisogni dei cittadini (vedi ad esempio http://www.digital-ecosystems.org/book/pdf/0.3.pdf ) Sappiamo tutti come il concettodi digital ecosystems è riemerso sotto altre spoglie. L'articolo fa notare, come oggi vi sarebbero le tecnologie e le competenze che renderebbero un progetto cybersin rivisitato realizzabile. Peccato che l'ideologia dominante sia la privatizzazione, mentre qualunque nazionalizzazione sia espressamente bandita. Pecchato che la raccolta di data e la pianificazione sia utilizzata da pochi oligopoli non europei, con ben altri obiettivi. Eppure - a mio parere - un progetto minimale, a partire da una rete di città europee e con la collaborazione dei cittadini potrebbe rinverdire le speranze di tecnologia al servizio del cittadino e per la sovranità tecnologica (della quale in Europa non si parla mai). Franz Nachira On 22/02/18 15:08, Alberto Cammozzo wrote:
Grazie Jaun Carlos, fa piacere veder ricordato Stafford Beer. E' sorprendente come proprio nell'era in cui viene massicciamente messa in pratica, tanta teoria sistemica (cibernetica) elaborata dagli anni '50 fino agli '80 venga così raramente citata. Stafford Beer, Ashby, von Bertalanffy, von Foerster, Maturana, Ackoff, Vickers, Pask, von Glaserfeld... E anche il nostro Ceccato. Spariti? A stento Wiener. Eppure quella stagione di riflessione multidisciplinare potrebbe servirci oggi per comprendere dei processi che vengono o progettati o subiti. Quasi mai governati.
Per esempio, mi viene in mente la distinzione elaborata da Ackoff tra sistemi state-maintaing, goal-seeking, purposive, purposeful, ideal-seeking... non potrebbe aiutarci ad articolare una tassonomia dei sistemi autonomi e agevolarne la regolazione? [Ackoff 1971, - towards a system of systems concepts, management Science, v17,11].
Conoscere i fondamenti della cibernetica può aiutare a governarla e -chissà- a maturare una cyberetica.
Alberto
On 22/02/2018 07:44, J.C. DE MARTIN wrote:
Storia abbastanza nota, ma l'articolo di EM è ottimo, soprattutto se non avete tempo di leggere il libro di Medina.
jc
*The Planning Machine* /Project Cybersyn and the origins of the Big Data nation.// / By Evgeny Morozov
In June, 1972, Ángel Parra, Chile’s leading folksinger, wrote a song titled “Litany for a Computer and a Baby About to Be Born.” Computers are like children, he sang, and Chilean bureaucrats must not abandon them. The song was prompted by a visit to Santiago from a British consultant who, with his ample beard and burly physique, reminded Parra of Santa Claus—a Santa bearing a “hidden gift, cybernetics.”
[…]
Continua qui: https://www.newyorker.com/magazine/2014/10/13/planning-machine
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