Caro Stefano la risposta alla prima domanda è in quello che ho già scritto. Usare l'app equivale a perdere il controllo su un dato sanitario personale di natura delicata che invece nella situazione attuale è interamente sotto il tuo controllo (e quello dei medici per i quali vige il segreto professionale). Questo è il peggioramento rispetto alla situazione attuale che, secondo me, impatta sull'utilizzo della app, vanificandone una qualunque utilità (se pure possa esserci, visto il necessario corollario di misure organizzative). E poi, chi è nella "cerchia stretta di contatti/conoscenti"? Di quanti di loro ti puoi fidare che non divulgheranno ad altri questa tua informazione sanitaria? La gente parla e le voci si diffondono in modo incontrollato. L'impatto sociale di una misura così potenzialmente invasiva della privacy va considerato con molta attenzione. Per quanto riguarda la tua seconda osservazione, ciò che volevo dire è quando i dottori ti contattano in relazione al fatto che potresti essere stato contagiato, perché hanno appurato che sei un "close contact" di qualcuno che ha il coronavirus, non penso che ti dicano il nome della persona, no? Buona Pasqua! Ciao, Enrico Il 11/04/2020 11:36, Stefano Zacchiroli ha scritto:
On Sat, Apr 11, 2020 at 10:34:22AM +0200, Enrico Nardelli wrote:
Il threat model che ho in mente è quello nel quale nella cerchia dei tuoi "conoscenti" viene rivelato che sei infetto. Essendo un dato sanitario, mi pare rientri tra quelli per i quali spetta a te decidere se rivelarlo o meno.
Certo, ma è proprio qua che mi sembra che il confronto non regga.
Se una persona è d'accordo a rivelare alla tua cerchia stretta di contatti/conoscenti questa informazione, userà la app; altrimenti no.
Personalmente, non avrei problemi a rivelare oggi questa informazione pubblicamente, perché ritengo sia un contributo utile alla società. Ergo questo specifico aspetto della app non mi porrebbe particolari problemi. Altri faranno scelte diverse, e va bene così. Ma resta la mia domanda: in cosa l'esistenza della app peggiora lo stato attuale (pre-app) delle cose?
(Poi possiamo discutere della difficoltà di comunicare questi aspetti importanti ai potenziali utenti, che è un'altra can of worms...)
Non penso che durante un tracciamento dei contatti manuali, l'autorità sanitaria, quando avvisa Stefano che è stato in contatto con un malato, gli dica: "guardi che ha recentemente incontrato Enrico che purtroppo ha sviluppato il coronavirus quindi è bene che anche lei si faccia controllare e stia in quarantena", no?
Immagino che sostituirà "Enrico" con "una persona", giusto?
Non mi sembra affatto chiaro. Secondo i protocolli OMS attuali, prima di decidere di fare un tampone si determina se si è stato un close contact o meno---ne abbiamo discusso nel dettaglio nel thread lanciato da Fabio qualche giorno fa. Non mi sembra ci sia alcun modo di determinare se sei stato un close contact o meno senza rivelare l'identità del tuo peer (più di 15 minuti, a meno di 2 metri, coinquilini, etc). Questo aspetto cambierà quando avremo abbastanza test da farli a tutti senza pensarci due volte, ma al momento non è così.
Ciao
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