Grazie ancora una volta ad Angelo Raffaele Meo! Non me lo sono mai dimenticato: un mio conoscente tornato dalla London School of Economics .. "pensava in inglese", nella grande tradizione empirista. Mi disse che democrazia e' dire _chiaramente cosa si vuol fare, _quindi farlo. Il "governo delle parole" pregiudiziale del "governo delle cose". Il punto [oggi si direbbe "responsabilita'", "condivisione" ..] e' li'. Da millenni. Confucio. [/CITA] Tzu-lu chiese al Maestro: "Supponiamo che il Principe di Mei vi affidi incarico di Governo. A che vi dedichereste per prima cosa?" Il Maestro rispose: "Al Protocollo, a rettificare i nomi {raddrizzare i nomi, correggere i nomi, restituire ai nomi il loro significato}" Tzu-lu: "Maestro, voi sfuggite la questione, perche' rettificare i nomi?" "Come sei ingenuo! Il gentiluomo {l' uomo d' onore} e' discreto {si astiene, non parla} su cio' che ignora. Se i nomi non sono corretti, le istruzioni {le procedure} saranno scorrette, e gli atti non saranno appropriati. Se gli atti non saranno approriati, i riti e la musica non fioriranno piu' {non saranno piu' tenuti in onore}. E se i riti e la musica non fioriranno piu' , prescrizioni e pene non saranno irrogati in giustizia. E se prescrizioni e pene non saranno irrogati in giustizia, il popolo non sapra' dove poggiare i piedi e a chi tendere le mani. Ed e' per cio' che quando il saggio denomina correttamente, le procedure saranno conseguenti e rettamente eseguite. Nell' uso delle parole non e' mai improprio, nelle istruzioni non e' sconsiderato o futile." [/END CITA] giorgio karl kraus bonta' sua, considerava questa citazione "un monumento": e aveva a che fare - Raf - con una Crisi rispetto alla quale correnti sgrammatiche [=ir-responsabilita'] sono [parolaccia]. g. Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Da un punto di vista concettuale concordo in pieno. Da un punto di vista pratico, se davvero mi arrivano 50MB/s (reali!!) in casa stappo lo champagne. Anche se devo dividerli con mia moglie.
Saluti a tutti
Diego
Date: Thu, 4 Jun 2015 11:10:54 +0200 From: meo@polito.it To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] banda ultralarga
Carissimi, stiamo assistendo ad un interessante dibattito, con implicazioni economiche rilevanti, sulla questione della banda ultralarga. Ad innescare il dibattito e aprire prospettive industriali è stato l'obiettivo, definito a livello comunitario, di "dotare entro il 2020 di un accesso ultraveloce (100 Mbps) ad Internet il 50% della popolazione e di un accesso meno veloce (50 Mbps) il restante 50% ". A mio giudizio, quella definizione è tecnicamente sbagliata in quanto non basta dire "100 Mbps" seza specificare "per quanto tempo". Se porto una connessione da 100 Mbps ad un appartamento abitato da 2 persone, posso aggiungere 2 al numero dei cittadini che hanno accesso a 100 Mbps? Se poi in quello stesso appartamento vengono ad abitare 8 persone, posso aggiungere 8? Se una scuola da 500 allievi viene collegata a 100 Mbps posso aggiungere 500? Al limite, se nei comuni più importanti del nostro Paese - per l'equivalente di 50% della popolazione italiana - apro alcune sale ad accesso libero dotate di PC collegati a 100 Mbps, il governo italiano può affermare di aver ottemperato alla raccomandazione comunitaria? Inoltre manca la specificazione della percentuale della capacità di upload rispetto al download. Ho pensato che l'errore concettuale di quella definizione fosse presente soltanto nei documenti italiani e ho cercato in alcuni documenti comunitari una definizione più solida. Non la ho trovata neanche là. Qualcuno ne sa qualcosa? Grazie molte!!!!!!!!!!!!! Raf
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