Di seguito il passaggio centrale di un post di Richard Posner che invoca una riforma espansiva delle norme sul diritto d'autore per salvare l'industria della carta stampata (per usare il termine analogico adottato da Posner, ma forse sarebbe meglio parlare dell'industria dell'informazione):
Expanding copyright law to bar online access to copyrighted materials without the copyright holder's consent, or to bar linking to or paraphrasing copyrighted materials without the copyright holder's consent, might be necessary to keep free riding on content financed by online newspapers from so impairing the incentive to create costly news-gathering operations that news services like Reuters and the Associated Press would become the only professional, nongovernmental sources of news and opinion (enfasi aggiunta).
L'intero intervento di Posner è pubblicato su http://www.becker-posner-blog.com/ (scorrere fino a June 23, 2009).
 
Giancarlo
 
P.S. Provocazione, svista, o ponderata analisi economica di Posner? In ogni caso l'autorevolezza della fonte obbliga a prestare particolare attenzione anche, e sopratutto, per la forza persuasiva che questo intervento protrebbe svolgere su eventuali processi legislativi statunitensi. La roccaforte del pubblico dominio è, comunque, sotto assedio costante. Mi pare che le cinte di mura perimetrali siano state prese ad una ad una fino a porre in discussione la dicotomia "fatti/idee-espressione" stessa. Questo, tra l'altro, con uno scollamento sempre più marcato tra norma, società e tecnologia. Cosa resterebbe delle potenzialità offerte dall'Internet se la tracima dei diritti autoriali erodesse il publico dominio anche nella direzione proposta da Posner? Ha davvero un senso un diritto d'autore che sia arma d'offesa a difesa di vecchi (e forse superati) modelli di business?