vale la pena di spenderci ancora due parole
a quanto sembra di capire superficialmente, l'automatismo che ha censurato il post fa un'analisi del contenuto abbastanza banale. Basta che ci sia la presenza simultanea di alcune parolette che scatta l'allarme, a prescindere se quelle parole siano 'embeddate' in una frase di istigazione all'odio o no.
Oltre alla insensibilità all'ironia che richiamava JC, sembra ci sia proprio l'incapacità di leggere il contesto, come se si usasse appunto qualche algoritmo banale (bag of words et similia)
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Questo un po' mi stupisce, perché Facebook ha un gruppo di ricerca di Natural Language Processing molto forte.
Sarebbe interessante capire se per l'inglese abbiano sviluppato classificatori neurali di maggiore accuratezza. In tal caso emergerebbe un tema di 'divide' abbastanza inquietante, perché riguarderebbe la diversa agibilità dello spazio sociale anglofono rispetto a quello di tutti gli altri.
G.