Il 14/09/20 14:29, Giacomo Tesio ha scritto:
On Mon, 14 Sep 2020 11:38:58 +0200 Roberto Resoli <roberto@resolutions.it> wrote:
Sulla faccenda del DDoS non sono d'accordo, semplicemente perchè in un contesto di diffusione esponenziale del virus Immuni diventerebbe irrilevante, i sanitari avrebbero ben altro da fare che occuparsi delle segnalazioni per metà fasulle di un'app. Quando un medico di famiglia sente squillare il cellulare, non può sapere se il paziente che lo chiama stia male o abbia una crisi di panico perché ha ricevuto una notifica da Immuni.
Ma ogni volta che risponde ad un paziente sano, sottrae tempo ai malati.
Fra marzo e maggio mia moglie passava 12 ore al telefono, 5 giorni su 7. Al sabato solo 2 ore.
Ed anche senza Immuni, una buona parte di quel tempo era dedicato a tranquillizzare pazienti fragili o anziani, terrorizzati dalla stampa. O a convincerli ad andare in ospedale, perché (ad esempio) un'aneurisma cerebrale è più pericoloso del covid.
Il DDoS al SSN non è un ipotesi teorica: è già avvenuto.
E durante una pandemia, io non scaricherei anche il supporto tecnico di Immuni sui medici di famiglia (che seguono in media 1500 pazienti a testa, gran parte dei quali anziani).
Siamo perfettamente d'accordo Giacomo; in uno scenario di collasso del sistema sanitario Immuni sarebbe un danno, non una risorsa. Io mi chiedo (non mi sono dato una risposta eh ...) se non possa essere una risorsa ora, imperfetta quanto si vuole, ma utile per evitare di arrivarci, al collasso. rob