Capisco, dopo tanti anni, lo scetticismo
sul ruolo di un soggetto pubblico - AIPA CNIPA DIGITPA AGID...
comunque si chiami - di indirizzo/coordinamento/monitoraggio dell'informatica
pubblica centrale e regionale.
Rimango però dell'idea che di un tale
soggetto ci sia disperatamente bisogno.
Non è un caso che le attribuzioni e
le aspettative sul ruolo di AGID nel "guidare la PA verso il digitale"
( vedi documento della PdC "strategia per la crescita digitale 2014-2020)
siano enormi .
I problemi sollevati quindi da Alessandra
Poggiani nell'intervista sono reali.
Mi chiedo solo perchè abbia accettato
un anno fa in assenza di garanzie o perchè non abbia ritenuto di battersi
dall'interno per far crescere AGID insieme alla PA digitale....
Ma forse le sue dimissioni possano aiutare,
se questo governo, come dichiara, vuole davvero dare attuazione al documento
sopra indicato....
Come manager pubblico che cerca di fare
innovazione ritengo che il modello originario dell'AIPA, come autorità
tecnica indipendente - e quindi meno legata alle "contingenze politiche"
- sia stato quello migliore: c'è bisogno di continuità nel lavoro di indirizzo
e coordinamento dell'informatica pubblica (oltre che di risorse).
Linee guida, standard di riferimento
e priorità strategiche devono avere uomini e strutture adeguati e stabili
per poter essere realmente di supporto alle amministrazioni impegnate nei
processi di innovazione.
Gli stessi progetti strategici indicati
nel documento del governo sopra indicato (SPID, Banda Larga, Anagrafe Digitale,
Sanità e scuola digitale, etc...) richiedono un AGID che oggi rischia di
non farcela.....
Mauro Fioroni
Da:
Dario De Jaco <dario.dejaco@libero.it>
Per:
Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>
Cc:
nexa@server-nexa.polito.it
Data:
31/03/2015 17.48
Oggetto:
Re: [nexa] Un'intervista
interessante
Inviato da:
nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Si chiamava AIPA, l’agenzia di cui proponi l’istituzione.
All’inizio sembrava avere qualche effetto, quando i tentativi
di riforma noti come Leggi Bassanini (quinto o sesto glorioso
e vano tentativo di riformare la PA) andavano per la maggiore.
Poi i Ministeri riuscirono a svuotarne le capacità, relegandola
(magari anche con una qualche propria specifica responsabilità)
ad un ruolo praticamente accademico, senza alcun effetto
su uno sviluppo coerente tra ICT e riorganizzazione.
E giù a discutere di metodi di interconnessione sempre più astratti
e stratosferici, senza che nessuno avesse voglia di condividere
una qualsiasi cosa con chiunque altro.
Le Regioni e gli Enti locali stettero a guardare, costruendosi
una propria struttura specifica, inutile anch’essa.
Ho speso trentatré anni nell’Informatica per la PA, e sono
giunto alla conclusione che, ohimè, c'è proprio poco da fare.
> Il giorno 31/mar/2015, alle ore 17:12, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>
ha scritto:
>
> Sono completamente ignorante del funzionamento e delle dinamiche di
PA, ministeri e agenzie.
>
> Ma ragionando ad alta voce mi verrebbe di suggerire questo.
>
> Forse andrebbe smantellato tutto e andrebbe creato solo un comitato
di indirizzo che stabilisce linee guida, best practice, dà un aiuto a impostare
le gare, svolge test e verifiche sulle soluzioni, stabilisce obiettivi
misurabili e verifica il loro raggiungimento, promuove e premia lo scambio
(di persone, di tecnologie), ecc.
>
> Andrebbe affidato a un comitato di esperti il compito di ridefinre
i ruoli delle amministrazioni, delle partecipate, delle aziende, dei ministeri,
degli operatori, di Agcom in una strategia moderna per l'Italia digitale.
>
> Non possiamo restare in balia da una parte delle multinazionali e
dall'altra delle lobby e dei potentati nazionali.
> Bisogna invece dare spazio alle energie creative, che come diceva
Schumpeter sono innanzitutto distruttive.
>
> -- Beppe
>
> On 30/3/2015 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
>> From: luca menini<menini.luca@gmail.com>
>> To: Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com>
>> Cc: Lista Nexa Center<nexa@server-nexa.polito.it>
>> Subject: Re: [nexa] Un'intervista interessante
>> Message-ID:
>>
<CAH=c3OOq3oJSZVPq02=cZ5sVjDWxYtnfPF_sw2UAms66e7V+Ng@mail.gmail.com>
>> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>>
>> Il 29 marzo 2015 17:10, Giovanni Bruno<gbruno@regesta.com>
ha scritto:
>>> >In capo all?Agid, nata nel 2012 per ereditare le competenze
di DigitPa e
>>> >dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione,
ricadono
>>> >sia compiti operativi, relativi alla realizzazione degli
indirizzi
>>> >governativi in materia digitale e alla vigilanza sui risultati,
sia compiti
>>> >di indirizzo e di promozione.
>>> >
>> Anche visto com'e' andata negli ultimi 5 anni, siamo proprio sicuri
>> che l'AgID serva?
>> Non sarebbe meglio "eliminarla", proprio come le Province?;-)
>>
>> Ciao
>> luca
>>
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