Il giorno mar 9 set 2025 alle ore 16:07 Alessandro Brolpito < abrolpito@gmail.com> ha scritto:
Buonasera lista,
Che gli smartphone siano una potenziale "arma di distrazione di massa" è direi del tutto evidente. Quello che secondo me è discutibile è regolare l'uso di tali strumenti attraverso un divieto ministeriale.
Quest'anno ho trascorso due mesi in Finlandia presso un istituto di formazione professionale ad Helsinki. Il sistema di istruzione sia per i giovani che per gli adulti in Finlandia funziona bene, almeno secondo molti indicatori internazionali.
Bene, in Finlandia non sono vietati gli smartphone in classe. Gli insegnanti godono di un'ampia autonomia, che si traduce in responsabilità, e decidono quando e come il telefono può essere usato in classe.
Cordialmente, Alessandro
In tutto il mondo le scuole stanno cercando di contrastare queste "armi di distrazione di massa" ma ci sono alcuni paesi che hanno un approccio centralizzato come la Cina o la Francia e tanti altri paesi come la Finlandia, l'India, la Germania che invece lasciano all'autonomia scolastica (o delle regioni) la scelta della modalità migliore per gestire questo fenomeno. Nel merito, dopo aver insegnato per 38 anni nella scuola media superiore, ho visto che le occasioni di "distrazione" nelle aule scolastiche, ci sono sempre state. Addirittura mia figlia che ha insegnato in Giappone mi ha raccontato che gli capitava spesso di avere degli studenti di una scuola media che si addormentavano in classe e a lei era impedito di svegliarli perchè si riconosceva allo studente il diritto a riposare se ne aveva bisogno. Indubbiamente anche per me, lo smartphone durante la lezione, è sempre stato un problema e mi portava a perdere molto tempo per richiamare i ragazzi, e requisire i dispositivi personali ma posso dire che si riusciva anche a fare un patto con la classe per far raccogliere autonomamente i dispositivi e tenerli in una scatola sopra la cattedra. A scuola non si trasmettono solo i contenuti ma si deve cercare di aiutare i ragazzi a crescere in modo responsabile. Il nostro Governo pare stia scegliendo per una soluzione centralizzata e del resto è in linea con l'impostazione culturale che lo caratterizza. Anche secondo me l'introduzione di un divieto generalizzato (per decreto ministeriale) è una soluzione discutibile. Io avrei tentato di affrontare il problema lasciando alle scuole la scelta della modalità migliore e soprattutto cercando di rispettare l'articolo 117 della nostra Costituzione che sancisce l'autonomia delle istituzioni scolastiche che in questo caso mi pare che venga violata. Saluti alla lista! Paolo Del Romano