Ciao Giuseppe On January 12, 2021 4:59:35 PM UTC, Giuseppe Attardi wrote:
Questa volta ho trovato il servizio piuttosto ingeneroso e superficiale.
Non mi sorprende: tu sai bene di cosa parlano, loro no.
La Gabbanelli ha solo accennato, in modo molto timido, agli enormi risparmi che il digitale ha prodotto, che sovrastano abbondantemente i consumi energetici del digitale.
Attenzione che risparmio economico e costo ecologico (ed energetico) non hanno una relazione semplice come può sembrare ad un economista.
Invece fa un calderone mettendo i bitcoin
E vabbeh... parlando di spreco di corrente non si può non nominare le criptovalute!
Afferma che usare un editor di testi su un notebook consuma energia nei datacenter!
Se quell'editor è Google Docs è vero. O se io notebook è un chromebook https://chrome.google.com/webstore/detail/text-editor/gpgjomejfimnbmobcocilp... Rimane vero persino se usi un servizio cifrato come cryptpad.fr O se stai editando un file di testo su OneDrive. Insomma, forse non sanno cosa dicono, forse lo dicono in modo inesatto, forse non hanno centrato il problema ma...
Afferma che I gestori dei servizi web dovrebbero preoccuparsi dei loro consumi energetici. Ma dove vive? Non sa che i più attenti ai consumi energetici sono proprio i gestori di datacenter, che si affannano a ridurre al minimo il fattore PUE (rapporto tra energia consumata e quella usata per IT)? [...] Ha letto di come Google usi tecniche di AI per prevedere i consumi nei suoi datacenter e spegnerne una parte quando non usata, con un risparmio del 30%?
Non facciamo confusione, Giuseppe. Queste aziende massimizzano i profitti. A tal fine, minimizzano i PROPRI costi di esercizio. L'energia elettrica che LORO consumano è fra questi. Ma l'impatto ecologico ed energetico del loro business è GLOBALE. Quanta energia usiamo globalmente per trasferire ed eseguire localmente gli script di tracciatura di Google Analytics? Quanta energia usiamo per ogni handshake TLS che serve per inviare i dati indietro? Quanto potremmo risparmiare con il caching sui proxy? Il 30% che Google (o Microsoft o Amazon o..) risparmia è NULLA a confronto di ciò che spendiamo noi tutti insieme per permettergli di massimizzare i suoi profitti! A volte è divertente pensare come ci abbia convinto che i suoi servizi sono gratuiti! :-D Ma questo non vale solo per Google ovviamente. Ogni singola "single page application" fa esattamente lo stesso. Ogni giornale pieno di JavaScript pubblicitario. Possiamo affermare, noi che ne sappiamo più di loro, che i risparmi nei datacenter sono un'inezia rispetto ai consumi che questo tipo di business model causa globalmente? E quando l'IoT prenderà piede?
Ha presente la differenza tra questo e la situazione di 10 anni fa?
Verissimo. Ma il miglioramento percentuale che ciascuno di noi percepisce, ha ridotto il consumo globale di energia nel IT? O ci ha solo permesso di sottovalutare la sua crescita?
E infine la conclusione assurda: smette di usare i dispositivi digitali.
Ma siamo seri.
Sono d'accordo. Siamo seri. Proponiamo alternative. Non fingiamo che il problema non esista solo perché la stragrande maggioranza della corrente la pagano utenti ignari ed ignoranti. Solo perché ci spaventa l'idea di considerarlo nella sua interezza. Solo perché ci hanno promesso magnifiche sorti e progressive. Stefano ha ragione:
spostare elettroni e fotoni è più ecologico che spostare atomi. e spostare fotoni è molto meglio che spostare elettroni.
Ma molte applicazioni SaaS (fra cui l'AdTech) ce ne fanno spostare molti di più di quanto non sia necessario. E spesso a questi elettroni/fotoni producono spostamenti molto massivi di merci e imballaggi. Giacomo PS L'ignoranza è sempre un punto di partenza. L'unico possibile. NULL, NIL... Ma ciò che non sappiamo ci caratterizza quanto ciò che sappiamo. Caratterizza le nostre prospettive. Le nostre interpretazioni. Per questo, la prospettiva di chi non conosce la nostra materia può svelarci contraddizioni che la nostra conoscenza cela ai nostri occhi.