dei quattro principi del 'fair use', a me sembra che solo il quarto:
> whether the secondary use undermines the market for or acts as a market substitute for the original work
sia efficacemente impugnabile dai soggetti detentori dei diritti, specie per le questioni del giornalismo, della letteratura, della fiction
su tutto il resto l'AI potrebbe avere facilmente buon gioco nelle corti US
G.



On Thu, 29 Feb 2024 at 00:15, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Potresti argomentare nel merito, per favore, piuttosto che argomentare ad hominem?

— Beppe

> On 28 Feb 2024, at 22:07, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
>
> Certo Giuseppe,
>
> Il 28 Febbraio 2024 15:29:49 CET, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
>> Secondo Creative Commons, l’utilizzo di pagine web per l’addestramento di modelli, costituisce “fair use”:
>>
>> https://creativecommons.org/2023/02/17/fair-use-training-generative-ai/
>
> Sono avvocati, mica informatici. :-)
>
> D'altro canto, pagando bene non è difficile trovare persino "informatici" disposti a sostenere
> che un LLM non è un'opera derivata dai testi da cui matematicamente deriva.
>
> L'ignoranza informatica diffusa è talmente profonda che nemmeno rischiano
> di perdere la faccia!
>
> Altro che moratorie o obiezione di coscienza!
>
> E se questo vale per gli informatici, figurati gli altri, che parlano di informatica senza conoscerla.
>
>
> E poi, perché inimicarsi i supporters più danarosi?
>
> https://creativecommons.org/support-cc/supporters/
>
>
> Giacomo
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