La tentazione però è forte per le pubbliche amministrazioni, specie "eco progressiste" e orientate al "bene comune".
I cittadini elettori verrebbero valutati dall'Amministrazione eletta e sulla quale non avrebbero alcun potere della stessa portata.
E il paradosso sarebbe che ciò avviene perchè i dati sul comportamento della popolazione sono chiusi in silos statali controllati dai politici e solo a loro noti (e alle aziende che eventualmente avrebbero l'appalto). Altro paradosso è che ciò avviene anche perchè deve essere garantita la riservatezza... dei dati individuali! Sottratti agli individui per il loro bene. Chissà che ne farebbero...
Vi ricordo il MoM dell'ultimo Governo Renzi con IBM Watson: i dati sanitari dei lombardi (9M) poi di tutti gli italiani in cambio di un centro di ricerca IBM-Watson a Milano con 500-700 ricercatori assunti.
"Un vaste programme!"
Se IBM era disposta alla transazione, avrà fatto prima i conti sul valore dei dati, che per E&Y, relativamente alla popolazione della Gran Bretagna, assomma a circa 10 miliardi di sterline all'anno. Tra l'altro, i cittadini, con questo valore in tasca, di conoscenza e, in secondo luogo, economico, non sarebbero più una voce di costo del SSN, ma una voce di entrata e di influenza. Dovrebbero avere voce in capitolo su molti aspetti di questa valorizzazione, magari anche sulla gestione dei dati durante le emergenze come la pandemia, in cui è in gioco la vita senza un'adeguata (rapida) e granulare (dati grezzi anonimizzati, vedi ad es. la proposta di Alex Pentland del MIT già citata qui tempo fa) conoscenza della diffusione del virus.
Buona riflessione a tutti,
Vincenzo Giorgino