http://blog.quintarelli.it/2015/11/ri-decentralizzare-il-web-per-aiutare-lin... Cito un post del 2010... Segui il lavoro di Nicola Greco.. Ciao! Il 4 giugno 2016 10:32:08 Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> ha scritto:
Stefano non ho (ancora) letto il tuo libro, tuttavia sono d'accordo.
Vorrei aggiungere che a favorire i monopoli non sono solo le regole del mercato (o l'assenza di esse), ma anche l'attuale *architettura* della rete (o l'assenza di essa). Non voglio fare il nostalgico, ma Internet è cambiata molto, e non per il meglio.
Se invece di avere già SMTP lasciassimo il servizio di email al mercato, nel contesto competitivo di oggi, cosa avremmo? Quattro/cinque operatori, ciascuno con applicazioni verticali non interoperabili: uno per Apple/iPhone, uno per Google/Android, uno di IBM, eccetera. L'utente sarebbe un captive customer e dovrebbe avere una casella email per ciascuno per poter scrivere a tutti. Esattamente come negli anni '80: avevamo i servizi mail di SNA, BitNET, DECNET, Fidonet, OSI X.400, uucp, ... Tutte cose sbaragliate da TCP/IP+SMTP, non perchè fosse tecnicamente superiore, ma perché era open e interoperabile. Adesso, se voglio spedire posta, devo rispettare RFC 821 e successivi, e il modello di business è cosa che riguarda me e i miei utenti. Ci guadagno, ci perdo? Basta che rispetti lo standard. Se mi comporto male l'utente se ne va da un'altro e la concorrenza è fatta, perché l'utente può scegliere. Nessun regolatore deve intervenire, perché l'architettura favorisce il pluralismo nel mercato.
Se avessimo sviluppato i social network come abbiamo fatto con IP, TCP, SMTP, HTTP invece che farne una applicazione Web, ora ci sarebbe una famiglia di protocolli ai quale tutti si devono attenere per scambiare messaggi personali. Poi ci sarebbero diverse applicazioni o piattaforme che li archiviano e presentano più o meno bene e che competono per servizi aggiuntivi: ci sarebbero piattaforme open, quelle a pagamento, quelle che fanno advertising. L'utente sceglie. (Toh, guarda, il protocollo esisterebbe, si chiama XMPP ed è decentralizzato.)
Lo stesso per le piattaforme cooperative: dovrebbe esistere un protocollo che consente il brokeraggio di un qualcosa, inclusa la valutazione di reputazione, l'interfaccia con i circuiti di scambio monetario e quant'altro serve. Ci sarebbero una pluralità di "piattaforme": alcune sarebbero locali, altre globali, alcune generaliste, altre specializzate. Queste IMHO sarebbero *infrastrutture* al servizio dell'economia.
L'architettura originaria di Internet favoriva la concorrenza perché centrata su protocolli interoperabili tra diverse applicazioni, tipicamente decentrate, e non su applicazioni verticali centralizzate. Oggi gli RFC sembrano fermi, tutti cercano di sviluppare applicazioni proprietarie o al massimo li usano come base per servizi proprietari. L'espressione moto efficace usata da Moxie Marlinspike è "cannibalizing a federated application-layer protocol into a centralized service", ed è a suo dire una ricetta sicura per il successo. <https://whispersystems.org/blog/the-ecosystem-is-moving/> Avrà ragione, ma il risultato generale dell'approccio verticale centralizzatore è la corsa al monopolio. Chi ci perde: tutti. Chi ci guadagna: chi vince. Chi può tentare di vincere: chi è già in vantaggio. Questo ha una scia di conseguenze sugli utenti, a partire dall'assenza di scelta, passando per il lock-in fino ai problemi con i dati personali, di cui stiamo cominciando a vedere oggi l'inizio.
Regolare questo significa entrare nel merito delle tecnologie intervenendo nell'architettura delle infrastrutture della rete. Non con le leggi, ma sviluppando protocolli e programmi migliori, aperti, interoperabili possano offrire una alternativa agli utenti delle piattaforme e creino un vero mercato.
L'UE potrebbe favorire un processo di sviluppo di infrastrutture competitive, non accettare le architetture che centralizzano e cannibalizzano Internet. Ci facciamo un progetto?
Ciao,
Alberto
On 03/06/2016 13:47, Stefano Quintarelli wrote:
A costo di sembrare ripetitivo... Invito a leggere i capitoli relativi nel mio libro. Il modello competitivo dato dal quadro regolamentare porta a monopsoni/oligopsoni Vanno fatte regole diverse. Però appena parli di ciò, sembra che oggi non ci siano regole (falso) e che necessariamente regole= limite alla concorrenza. In realtà abbiamo bisogno di regole che aumentino la concorrenza, imho. Non le attuali che favoriscono i più capitalizzati fino al winner takes it all, con effetti di concentrazione anche nel mercato dei capitali. A me piacerebbe più concorrenza e più capitalizzazione su più soggetti. Ciao, s.
Il 3 giugno 2016 10:39:36 Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> ha scritto:
Caro Andrea,
nella sostanza ti hanno già risposto Juan Carlos e Stefano. La questione se i "contractors" siano peers o dipendenti è sub judice (fuori di metafora) in diversi paesi del mondo, inclusi USA (http://uberlawsuit.com/) e UK (http://www.bbc.com/news/business-33699430), oltre ai procedimenti già citati presso ECJ [1]. Parlando di Uber pop, il motivo è che Uber si comporta da datore di lavoro (fissa il prezzo, può licenziare, ecc) ma non offre le garanzie di un datore di lavoro (ferie, assicurazione, malattia, ecc). Come ha notato Stefano la Commissione stessa distingue tra "professional services providers" e "peers": i professionals devono lavorare con le garanzie del lavoratore, che però non ingombreranno i "peers" (quelli autentici, non quelli che sopravvivono nella gig economy).
Per regolare le piattaforme dobbiamo chiederci che mezzi usino, o piuttosto che attività svolgano e con che finalità? Il fatto che si usino nuovi mezzi non deve far dimenticare le ragioni (spesso di giustizia ed equità sociale) per cui alcune attività siano state regolate nel loro svolgimento "tradizionale". Una cosa è il mercatino delle pulci sotto casa, un'altra è il grossista. Anche se entrambe le attività si svolgono via Internet.
La questione è che sotto lo stesso cappello rischiano di finire /almeno/ tre tipi di piattaforme: 1) piattaforma di "collaborative economy" tra peers autentici alla blablacar... 2) piattaforme "digital work marketplace" che mirano a commodificare il lavoro (Upwork.com, Freelancer.com, Fiverr.com) 3) piattaforme come Uber che sono accusate (ma sentiamo i giudici) di svolgere attività tradizionali ("mere transport service"), aggirando le regolazioni esistenti in materia di lavoro travestendo i propri dipendenti da "peer".
Una considerazione personale un po' più generale: quello che ci aspettavamo dalla "collaborative economy" era un modello di "peer economy" alla Benkler con la liberazione dell'individuo e delle comunità dagli intermediari, quello a cui invece assistiamo è l'oligopolio delle intermediazioni e lo sfruttamento dei peers. A mio avviso, data la prevalente localizzazione delle piattaforme in US, occorrerebbe preoccuparsi della competitività UE e della salvaguardia del modello di equità sociale europeo più che favorire la dinamica globale e l'efficienza del mercato.
Ciao, Alberto
[1] <http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=170871&pageIn...>,
<http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=173165&pageIn...>
On 03/06/2016 04:00, Andrea Glorioso wrote:
Perché i "contractors" di Uber non sarebbero "peers", precisamente?
Scusa ma non capisco bene la questione che sollevi.
On Thursday, June 2, 2016, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net <mailto:ac%2Bnexa@zeromx.net>> wrote:
Ma la Commissione si riferisce davvero a Uber?
La Commissione definisce la "collaborative economy" come "activities are facilitated by collaborative platforms that create an open marketplace for the temporary usage of goods or services often provided by private individuals" , e i providers sono 'private individuals offering services on an occasional basis (‘peers’) or service providers acting in their professional capacity ("professional services providers");' Ora, nel caso di Uber è assai dubbio che i "contractor" rientrino tra i "peers". Sono diverse le corti che si occupano dela questione , e dovrebbe esserci anche un procedimento spagnolo presso ECJ (anche se non ne trovo traccia su curia.europa.eu <http://curia.europa.eu> ma solo su Reuters): se sia un "mere transport service" o un digital service.
Mi chiedo: cosa fa pensare la stampa che la Commissione considererebbe Uber una "collaborative platform"?
Ciao,
Alberto
On 02/06/2016 14:18, Andrea Glorioso wrote: > Caro Stefano, > > Non sono certo di aver capito io cosa non hai capito tu :) ma la > "novità" è che la Commissione Europea ha detto agli Stati Membri di > darsi una calmata con gli istinti protezionisti e che esiste una cosa > chiamata libera concorrenza nel mercato interno... > > Personalmente sono d'accordo che non sia una novità che la Commissione > Europea ricordi agli Stati Membri che esistono principi e regole, ma > per alcuni il concetto non era e non è chiarissimo. > > O forse ho capito male io la tua domanda? > > Andrea > > On Wednesday, June 1, 2016, Stefano Quintarelli > <Stefano@quintarelli.it <javascript:;> <mailto:Stefano@quintarelli.it <javascript:;>>> wrote: > > Non è che abbia capito quale sia la novità... > > > Il 1 giugno 2016 11:40:02 Fabio Chiusi <fabiochiusi@yahoo.it <javascript:;>> ha > scritto: > >
http://venturebeat.com/2016/05/31/eu-warns-governments-against-banning-uber-... > > > F. > > > Inviato da iPhone > > > ---------- > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <javascript:;> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <javascript:;> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > > > -- > > -- > I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. > Keep it in mind. > Twitter: @andreaglorioso > Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso > LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro > > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <javascript:;> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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