Caro Giovanni On May 5, 2021 4:23:33 PM UTC, Giovanni Biscuolo wrote:
Premetto che /rifiuto/, da persona in grado di leggere codice sorgente del software, di essere considerato "elìte"
Non siamo élite solo perché (e se) rifiutiamo di esserlo, un po' per scelta ed un po' perché condizionati (immagini se avessimo tutti già una coscienza di classe informatica?) Tuttavia paragonarci a geometri, psicologi e violinisti è estremamente fuorviante. Siamo oggettivamente privilegiati: non solo perché comprendiamo il software e possiamo fargli fate ciò che vogliamo, ma perché possiamo comprendere il potere che questo rappresenta. Un paragone più appropriato potrebbe essere quello con gli scribi nell'antico Egitto e per certi versi con il clero durante il medioevo. Non siamo un'élite, ma molti di noi sono estremamente elitari. Qualche tempo fa scrivevo che la programmazione è come la magia, eccetto per il fatto che funziona. Passiamo il tempo a scrivere arcani incantesimi che demoni incoscienti applicano a persone inconsapevoli che chiamiamo utenti. Ed il nostro potere è tale, che stanno iniziando a definirsi "utenti" loro stessi. Gli studenti diventano utenti. I malati diventano utenti. I cittadini diventano utenti... Leggere il sorgente del software è di fatto un privilegio per pochi, anche se tutti devono continuamente usarlo.
Solo il codice binario viene "letto" (eseguito) dalla macchina e a /nessuno/, nemmeno ai programmatori, è dato "leggerlo" (comprenderlo), men che meno eseguirlo
Se stai debuggando un sistema operativo, un assembler o un debugger, prima o poi ti tocca.
"Al cittadino è negata la possibilità di leggere il codice": falso, tranne nel caso del software proprietario (o proprietarizzato).
O del software as a service: non puoi avere alcuna garanzia che il software eseguito corrisponda al sorgente dichiarato, quale che sia la licenza.
Certo imparare a leggere il codice costa fatica /ma/ è uno studio libero e accessibile a tutti.
Molto discutibile. È libero quanto è libero Android. Forkalo e poi mi dici quanto è libero. L'informatica è talmente primitiva che richiede anni di dedizione a tempo pieno per essere dominata. Molti sono tagliati fuori. Python nacque con l'obiettivo esplicito di permettere a chiunque di programmare, ma col tempo ed il successo ha abbandonato questa vocazione.
studiare "il concetto di codice" senza _sperimentare_ il codice è un po' come studiare il "concetto di musica" senza almeno provare a emettere un suono
No, è come studiare la musica essendo sordi. O come studiare fotografia essendo ciechi. E la cosa peggiore è che molti, ciechi, filosofeggiano su saturazione e contrasto ideale e moltissimi li ascoltano come esperti. E se glielo fai notare si indignano. Giacomo