Concordo con Alessandro, ma aggiungo ancora un commento
che mi sembra cruciale.

Se abbiamo X euro a disposizione da spendere per l'istruzione
dovremmo chiederci: qual è il modo migliore per spendere gli X euro?

Tablet? Banda larga? Laboratori informatici?
Palestre? Insegnanti meglio pagati? Biblioteche?
Bibliotecari? Borse di studio? Mense? Carta igienica nei bagni? Carta nelle
fotocopiatrici? ecc. ecc.

E se, come è probabile, gli X euro li vorremo ripartire in più voci,
quali sono i pesi migliori per ogni singola voce?

Dove "migliore" dovrebbe voler dire: "che beneficia maggiormente
gli studenti".

La risposta non può essere derivata risolvendo un'equazione
perché non tutti questi elementi sono quantificabili/misurabili/comparabili,
quindi alla fine la decisione dovrà essere in parte qualitativa,
e in parte politica in senso lato.

La mia netta sensazione, però, è che in tutto il mondo da anni
i politici la domanda di cui sopra non se la pongono affatto
perché scelgono automaticamente il tablet (o la LIM, o altro dispositivi ICT).

E il motivo è semplice: tablet e LIM sono "cool", fanno notizia,
li fa apparire moderni senza sforzo.
Li compri e voilà, puoi proclamare missione compiuta,
la scuola è finalmente nel 21° secolo (anche se le palestre poi
chiudono perché insicure: notizia dell'altro giorno nella scuola
delle mie figlie).

Gli stessi X euro spesi in controsoffitti, palestre, biblioteche,
stipendi per gli insegnanti, ecc.,  non avrebbero assolutamente
lo stesso ritorno d'immagine, anche se magari spenderli
in quel modo sarebbe forse la cosa migliore da fare
per beneficiare gli studenti al massimo.

In questo contesto, credo che noi informatici abbiamo il dovere
deontologico di porcela la domanda di cui sopra e poi di farci
le nostre idee in proposito, in modo da contestualizzare
lo specifico argomento dei dispositivi digitali in classe e relativi
pro e contro.

Un caro saluto,

juan carlos



On Wed, 23 Sep 2015 10:44:29 +0200
 Giorgio Ventre <giorgio.ventre@unina.it> wrote:
Se mi consentite io la metterei anche su un altro piano.
In primo luogo, seguendo quanto dice Raffaele, altre fonti indicano esattamente il contrario per cui occorre capire bene cosa si misura e come lo si fa, incluso quali tecnologie sono state usate.
La LIM, per esempio, non mi piace ma ha un discreto potenziale. Tuttavia viene di norma usata come un normale schermo per proiettare slide.

In secondo luogo, la domanda che ci dobbiamo porre è se possiamo permetterci di non usare queste tecnologie nella didattica se comunque nella vita di tutti i giorni le usiamo?
E' come se dicessimo che dato che il passaggio dalla penna ad inchiostro liquido alla BIC non cambia le prestazioni degli studenti allora ci teniamo pennini e boccette di inchiostro.

L'ultima riflessione è che comunque la mia percezione è che tutte queste tecnologie vengono usate con una approccio che rimane basato sul classico modello lezione frontale/libro cartaceo con una mera trasposizione al digitale .

Ovviamente  non entro nella questione insegnamento dell' informatica e del pensiero computazionale che come sapete mi vede molto impegnato e su posizioni molto nette. Si deve fare e basta !-))

Un caro saluto a tutti
Giorgio

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Prof. Ing. Giorgio Ventre
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908  Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
E-mail: giorgio@unina.it
http://www.comics.unina.it
http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
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On 23/09/2015 10:24, meo wrote:
sarebbe interessante conoscere il rapporto ed i dati riportati e le modalità di estrazione. Infatti altre fonti dicono il contrario.
Comunque, quel che conta non è l'investimento in hardware ma come lo si fa. L'importante è insegnare l'informatica e non a usare il PC. Ad esempio, il rapporto costi/benefici delle LIM mi sembra bassino.
Raf

Il 22/09/2015 23:29, Alessandro Mantelero ha scritto:
Computers 'do not improve' pupil results, says OECD

http://www.bbc.com/news/business-34174796





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Avv. Alessandro Mantelero
Full-Tenured Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
Visiting Professor, Internet Interdisciplinary Institute - Universitat Oberta de Catalunya

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