Il 14/02/2011 16:46, Emanuele Lerro ha scritto:
http://www.ft.com/cms/s/0/f5c2856e-379e-11e0-b91a-00144feabdc0.html#axzz1Dwk...
Posto che la pretesa non sarebbe del tutto infondata, la soluzione proposta non mi sembra la migliore sotto diversi aspetti, net neutrality in primis. Cosa ne pensate? Quali potrebbero essere le alternative?
Perché non sarebbe infondata? Io ci vedo la solita vergognosa e disgustosa bugia consapevole del cosiddetto "free lunch" dei content provider, che in realtà pagano eccome il traffico che generano. Le telco invece vorrebbero incassarci sopra due (o tre) volte. Di alternative non ne vedo: per realizzare questi farneticanti progetti le telcos devono necessariamente smantellare Internet come la conosciamo, sbriciolare la net neutrality e anche stravolgere il keep & bill. Mi chiedo comunque chi ci perderebbe di più se per esempio Google o Facebook non pagassero il pizzo ad una telco e i clienti di quella non potessero raggiungere Google... e mi chiedo infine come in pratica realizzerebbero la cosa se i content provider o gli utenti stessi cominciassero in massa a criptare il traffico. Non è un'ipotesi peregrina, in Svezia già un ISP lo sta facendo addirittura con VPN in outsourcing per sfuggire ad un'altra vergogna (la data retention); gli utenti che non vogliono il traffico criptato e vogliono essere soggetti alla data retention pagano un'addizionale di circa 9 € al mese. Infine, ad un livello più teorico, mi chiedo se il blocco di servizi che si potrebbero dimostrare essenziali per la libertà di espressione e il diritto di informazione non violi l'art. 1.3a della direttiva quadro 2002/21/CE come emendata dalla 2009/140/CE; come disse pochi mesi fa Sahed, di Skype, alla Commissione durante il Net Neutrality summit, come reagirebbero Parlamento e Commissione se dovessero pagare ogni singola telco di ogni singolo Paese Membro per poter essere raggiungibili dai cittadini europei? Ciao, Paolo