Ciao,

2010/10/5 M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net>
On Tue, Oct 05, 2010 16:51:36 PM +0200, Giampaolo Mancini (manchoz@gmail.com) wrote:

> Vi ricordo solo una cosa: le reti Wi-Fi municipali "nude", cioè solo
> infrastruttura e connettività, sono fallite miseramente e con buchi
> di bilancio milionari in tutto il mondo. Per me Wi-Fi vuol dire
> servizi e contenuti ai cittadini, ai visitatori e, perché no, ai
> clienti offerti in maniera organica e partecipativa. Il mercato
> degli smartphone cresce per il secondo anno di fila del 55%. Il
> bandwidth crunch è alle porte (sanno cos'è anche i gestori dei
> rifugi di Sauze D'Oulx). Per me il pattern va solo in una direzione:
> Wi-Fi + Servizi partecipativi.

Giampaolo,

questa cosa che hai scritto mi interessa parecchio:

1) hai dati precisi/link su fallimenti e buchi di bilancio delle reti
  wifi-nude in tutto il mondo?

Parti da una ricerca su "Craig Settles" e/o "MuniFi" su Google: troverai più link di quanti possa ricordarne.
 

2) che intendi esattamente per "servizi partecipativi"?

Reti municipali realizzate con la partecipazione dei cittadini e degli esercizi commerciali.
Gli esercizi commerciali mettono a disposizione le loro infrastrutture per ospitare un punto di accesso Wi-Fi che viene condiviso da tutti i cittadini. Il punto di accesso è un nodo, connesso, della rete municipale Il servizio, chiaramente, si promuove da solo e le città ottengono una rete che cresce organicamente, "alla bisogna" e in maniera partecipativa.

Mi risulta che Reggio Emila e, in parte, Bologna siano dei casi di successo di questo modello. (La prima, se non erro, con il WISP Guglielmo)
 
A presto,
Giampaolo


Grazie,
       Marco Fioretti
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