"J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> ha scritto:
Ringraziando Stefano Quintarelli per l'attenzione al problema (che esiste, eccome, sia chiaro), lasciatemi però dire che Ugo Pagallo fa bene a collocare la specifica questione dell'email nel contesto più ampio riguardante l'Università italiana.
Caro Juan Carlos, una sponda e una eco che viene dai tempi remoti dell' "era della fondazione". Ho sollecitato sul forum dell' isoc attenzione all' impegnato e ben opportuno approfondimento nexiano sul tema della 'strategia del ragno' gmail-google nei confronti delle universita': con uno dei rari e centellinati feedback di Claudio Allocchio IETFer dell' eta' dell' oro [primo redattore europeo di una Rfc, sodale di Postel, allora, ora Team Lead IETF Applications Area Directorate]: mi permetto di segnalarlo alla eventuale attenzione https://listserv.iit.cnr.it/cgi-bin/wa?A2=FORUM;abda7765.1407 P.S. A Stefano Quintarelli che chiama e richiama ausilio [con lo stesso costume interettaro che aveva da ragazzo alla spregiudicata scuola di Gianni Degli Antoni] per una bozza di interrogazione parlamentare [come se non sapesse confezionarla da solo] al rango e alla !responsabilita'! MIUR, restituisco questa stoica e rassegnata: "Caro Signor Ministro, stiamo scherzando ?" La posta elettronica, e l' ftp, sono i due servizi storicamente e strutturalmente intrinseci dell' internet e un server mail funzionalmente e amministrativamente proprietatio non_e' un paccazzo di antivirus da andare a comprare al 3x2. E' semplice: come dicevano Guderian e Manstein a Keitel e Jodl - se mi togliete queste due divisioni corazzate - non_posso tenere le linea del fronte. Giorgio :::::::