Pur con tutti i limiti che man mano scopriamo e scopriremo, tuttavia non vedo perchè considerare non praticabile usare le tecnologie d'archiviazione distribuita (TAD o blockchain) per i commons, come già alcuni progetti europei stanno facendo,. Tra l'altro, se non sbaglio, in uno c'e anche Polito.



Il giorno 9 febbraio 2018 15:53, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Avete ragione... :-)

In particolare sottoscrivo pienamente la posizione di Marco: accetterei che i miei dati venissero utilizzati per creare beni comuni, come una terapia per il cancro liberamente disponibile. Perché non basta dire "con questi dati creeremo la cura per il cancro!" Bene, ma poi visto che i dati erano nostri, anche la cura è nostra...


Concordo, 1000 euro a bit a utilizzo sarebbero più appropriati di 10 centesimi se quei bit vengono utilizzati per creare beni privati.

RANT ON

Non intendevo proporre un modello di commercializzazione del dato personale, solo notare come al momento, questi dati vengono estratti gratuitamente dagli utenti, come fossimo topi da laboratorio.

Il ritorno degli utenti è veramente minimale, se confrontato con il valore estratto dal dato.
10 centesimi a bit a utilizzo voleva essere una proposta che non facesse gridare allo scandalo, contemporaneamente disincentivando l'utilizzo.
Mi immaginavo politici e lobbysti stracciarsi le vesti in TV gridando "1000 euro a bit? Volete uccidere la new economy? Perdere milioni di posti di lavoro? volete la fine del capitalismo moderno? Comunisti!" :-D


Quanto al commons, no è troppo pericoloso.

Bastano dati anonimi per creare profili in cui categorizzare precisamente le persone senza avere la loro identità.

Bisognerebbe vietarne l'utilizzo, ma chi ha le palle di vietare qualcosa nel 2018? Per il bene comune poi!
Vietare sì può, ma solo la creazione di sottotitoli e cose simili... per interessi privati...

Mi immagino già il politico di turno a sostenere che vietare l'utilizzo dei dati personali ne farebbe solo crescere l'economia sommersa, con perdita di posti di lavoro e chissà quante tasse! "Pensate ai pericolosi GEEK per le strade che spacciano i vostri Megabyte!"

Forse si potrebbe sperare di tassarli salatamente, ma anche qui... per il bene comune?  Non va di moda... :-D

RANT OFF


La strada giusta sarebbe quella proposta da Marco... ma come perseguirla?


Giacomo


Il giorno 9 febbraio 2018 15:26, Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> ha scritto:
Caro Giacomo,

la commercializzazione totale della propria identità e delle proprie interazioni sociali mi pare una cosa da evitare.

Ci stan già pensando in molti come la piattaforma BAT https://basicattentiontoken.org/ che è passata all'azione usando la blockchain. E' la gig economy di se stessi, avallata da se stessi, la micro-miniimpreditorialità del proprio sè. Per 25 euro all'anno?
E se invece ci concentrassimo sulla sovranità personale del dato e sulla possibilità che esso diventi un commons?

Un saluto cordiale,


         Vincenzo Giorgino


Il giorno 9 febbraio 2018 12:05, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Molto interessante! :-D

In questi giorni riflettevo sul valore dei dati personali che inconsapevolmente emettiamo durante la nostra operatività tecnologica...

Secondo me bisognerebbe stabilire un tot a bit informativo utilizzato. Forse un euro è troppo, ma probabilmente 10 centesimi è ragionevole...
Io mio sesso è un bit, i miei gusti sessuali un altro bit, quanti figli ho direi può richiedere 5 bit... per ogni bit che utilizzi devi pagare un tot al proprietario.

D'altro canto il valore che puoi trarre da quei bit è molto maggiore...


Giacomo


2018-02-09 1:16 GMT+01:00 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it>:

Letter: Protect our valuable NHS data from Big Tech

https://t.co/Pb3jHjrvcr

 

m.c.


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https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917

"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy









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