Salve Daniela,
come avrai certamentr notato il postmortem può essere diviso in 3 parti:
1. L'elenco di fatti non negabili
> On February 20, 2024, an optimization to the user experience introduced a bug [...]
>
> LLMs generate responses by randomly sampling words based in part on probabilities. [...]
>
> In this case, the bug was in the step where the model chooses these numbers. [...]
>
> Upon identifying the cause of this incident, we rolled out a fix and confirmed that
> the incident was resolved.
2. L'antropomorfizzazione del modello
> [... a bug] with how the model processes language.
>
> [...] Their “language” consists of numbers that map to tokens.
>
> [...] Akin to being lost in translation, the model chose slightly wrong numbers, which
> produced word sequences that made no sense.
Povero! Povero modellino! :-D
Notare le espressioni "processes language", "language consists", "lost in translation"
e soprattutto "choose".
E notare come quando gli output non supportano la loro narrazione sulla "intelligenza artificiale"
diventano subito "word sequences that made no sense".
L'output passa da "language" a "word sequences".
Come se gli output prodotti "randomly sampling words based in part on probabilities"
avessero un avuto senso prima del bug!
3. La supercazzola magica
> More technically, inference kernels produced incorrect results when used in certain
> GPU configurations.
Data la menzione delle probabilità e delle configurazioni delle GPU, scommetterei
un caffé che il bug era riconducibile ad un overflow numerico o qualcosa di simile.
Il software si rivela semplicemente per quello che è, privo di qualsiasi intelligenza.
> Come hanno osservato in molti, la definizione di chatGPT fornita dai tecnici di OpenAI
> è quella a cui ci si riferisce con "pappagallo stocastico".
Ed è anche quella considerata blasfema dai "believers" della AI.
Che però si aggrapperanno a quell'innocente "in part" per continuare a credere alle favole.
Piuttosto, su cosa si basa il software ChatGPT oltre alle probabilità?
Semplicemente, la volontà di OpenAI/Microsoft, impressa nel codice delle varie parti
dell'applicazione, dalla selezione dei contenuti, alle configurazioni, ai prefiltri e ai post filtri.
Volontà che ChatGPT riprodurrà pedissequamente su vastissima scala, in tutti gli output rilevanti.
Giacomo
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