L'ultima frase e veramente profonda. "Perché fino a quando ci saranno persone disposte a fare dei leak e una rete popolata da wiki, nasceranno nuove generazioni di wiki-leaks." Philippe J.C. DE MARTIN a écrit :
Manuel Castells da par suo apre le finestre e fa affluire ossigeno ai cervelli (almeno si spera).
Juan Carlos
La ciberguerra di Wikileaks
* 16 dicembre 2010 * 17:03
Il potere sta nel controllo della comunicazione, come scrivevo nel mio libro che si chiamava appunto /Comunicazione e potere/. La reazione isterica degli Stati Uniti e di altri governi contro Wikileaks lo conferma.
Siamo entrati in una nuova fase della comunicazione politica. Non tanto perché sono stati rivelati segreti o pettegolezzi, quanto per la loro diffusione attraverso un canale che sfugge al controllo degli apparati.
La fuga di notizie riservate è la fonte del giornalismo investigativo sognata da qualsiasi mezzo d’informazione in cerca di uno scoop. Dai tempi di Bob Woodward e della gola profonda del Washington Post, la diffusione di informazioni teoricamente segrete viene protetta dalla libertà di stampa.
La differenza sta nel fatto che i mezzi d’informazione tradizionali fanno parte di un contesto imprenditoriale e politico soggetto a delle pressioni. Internet è più libera. La rete è protetta dal principio costituzionale della libertà di espressione, e i giornalisti dovrebbero difendere Wikileaks, perché i prossimi a essere attaccati potrebbero essere loro.
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/Internazionale, numero 877, 17 dicembre 2010/