Salve Giacomo, purtroppo l'abitudine di inserire traccianti, spesso inutili, nelle pagine istituzionali è piuttosto diffusa. Mi pare di ricordare, ma forse sbaglio, di una iniziativa DeGoogling PA, promossa da un qualche collettivo di tutela alla privacy. Che me lo sia sognato o meno, penso che potrebbe essere una di quelle azioni politiche relativamente facili da attuare ma di forte impatto emotivo (spero) nella cittadinanza. Just my 2 cents. MP Il 13/01/22 14:54, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao Roberto,
grazie della segnalazione!
On Tue, 11 Jan 2022 10:27:52 +0100 Roberto Resoli wrote:
The EDPS highlights that the use of Google Analytics and the payment provider Stripe (both US companies) violated the Court of Justice's (CJEU) "Schrems II" ruling on EU-US data transfers. The ruling is one of the first decisions implementing "Schrems II" on the ground and may show the way for hundreds of other cases pending before regulators." Mi chiedo (e magari alcuni dei giuristi in lista saprebbero rispondere) come concretamente si possa far valere questa decisione presso le innumerevoli istituzioni Italiane da cui Google Analytics monitora le attività dei visitatori.
Un esempio:
https://www.istruzione.it/iscrizionionline/
Contiene traccianti da Google Analytics, Google.com e YouTube.
Possibile che si debba informare Google ancora prima di iscrivere un ragazzo ad una scuola superiore?
Sarebbe bello poter chiedere un risarcimento a chi installa questo tipo di traccianti su siti istituzionali. O che quanto meno si potesse ottenere una multa onerosa.
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Michele Pinassi - Responsabile Cybersecurity Ufficio esercizio e tecnologie - CSIRT Università degli Studi di Siena irt@unisi.it