Grazie Mauro.
E' indubbiamente un passo in avanti, ma se l'articolo è fedele, mi pare che su alcuni punti il testo sarà confuso.
1- Senza dubbio positivo che questi lavoratori siano sotto tutela INAIL.
2- Sul cottimo sono invece contrario.
3- Se questo punto è vero "Sarà obbligatoria l’assicurazione contro infortuni e malattie per chi porta i pasti a domicilio o comunque fa consegne in città e su “due ruote”, e prende gli ordini attraverso app e piattaforme digitali." saranno dolori: le siffatte consegne avvengono anche in auto, e non si capisce perché chi lavora con 4 ruote invece che 2 debba essere escluso.
4- Sull'articolo de La Stampa di ieri poi c'era un rimando al CCNL del settore: si, ma quale? Non esiste un settore food-delivery. Esiste la "logistica", in cui c'è di tutto, ed esiste il contratto dei postali.
A riguardo ho una mia personalissima opinione, corroborata dalle definizioni del Regolamento UE n. 2018/644 sui pacchi (postali) transfrontalieri.
Alla base la tecnologia è quella delle reti crowdsourced, che UBER usa per connettere NCC e passeggeri, le piattaforme di e-commerce (Amazon, E-Bay) usano per consegnare i beni acquistati on-line, e le piattaforme di food-delivery (che sempre consegne fanno) usano per collegare fattorini ai clienti finali.
Ciao, Luigi