Prendiamo
un esempio, spacchettiamolo, TIM e Google costituiscono una
società assieme, creando un datacenter apposito (CAPEX come se
piovesse) con dentro cemento, fibre, server, rack e quant’altro.
Dentro
quella “infrastruttura as a service” ci gira software e tecnologia
proprietaria di Google.
E che altra tecnologia ci vuoi far girare in un datacenter e con quale manodopera? Queste competenze sono rare.
Non ricordo di aver mai visto nessuno dei tre grandi nomi (TIM, Fincantieri e Leonardo) tra gli sponsor di progetti open source a scala "cloud". Non ricordo nemmeno di aver mai sentito questi nomi dare presentazioni alle conferenze di OpenStac/OpenInfra o Linux Foundation. I nomi non ci sono nella lista di soci di OpenStack o CNCF, per esempio. Gli italiani in OpenStack erano Garr, INFN ed Enter, tutte con pochi spiccioli. Il che mi fa supporre che nelle 3 grosse aziende citate non ci sono le competenze di scala al livello necessario ad offrire servizi alternativi agli ultra-scale.
Cloud architects e scalability engineers hanno stipendi che superano i 200mila dollari in USA. Quelli più esperti portano a casa tranquillamente pure il doppio. Chi ci viene a mettere in piedi da zero un'infrastruttura su progetti open source tipo Kubernetes in Italia con gli stipendi medi italiani?
Ci saranno sicuramente ottimi ingegneri e dipartimenti forti a TIM/Fincantieri/Leonardo, ma ho l'impressione che il C-level negli ultimi 10 anni non ha sviluppato le competenze necessarie a gestire un cloud in grande scala con progetti open source, anche solo compute+storage+network (non parlando dei servizi tipo dbaas, serverless, etc)? Sbaglio?
Secondo me bisogna avere bene in mente questo stato di fatto per poter offrire piani credibili di indipendenza tecnologica all'Italia e all'Europa.