Il messaggio di Fabio solleva punti molto importanti con scenari plausibili. Come altri dicono nella discussione, gli accordi così come annunciati portano alti rischi e confermano una sudditanza tecnologica.

Per ribattere, oltre alla critica, bisogna poter offrire un'alternativa o soluzioni tampone nel breve periodo. Serve tenere presente che *oggi* non ci sono alternative alle cloud di Google, Amazon e Microsoft. Le alternative locali sono indietro di oltre 10 anni, sia per dimensioni sia per funzionalità. E il PNRR mette "cloud" al centro della strategia digitale del paese. Ci sono da recuperare 15 anni di arretratezza, anni in cui anche l'open source si è fermato a guardare, lasciando la *pratica* del cloud in mano ai colossi. Mai come oggi c'è stato così tanto software libero che in pochi però sanno far funzionare a scala.

On Wed, May 26, 2021 at 6:57 AM Fabio Pietrosanti (naif) <lists@infosecurity.ch> wrote:
Prendiamo un esempio, spacchettiamolo, TIM e Google costituiscono una società assieme, creando un datacenter apposito (CAPEX come se piovesse) con dentro cemento, fibre, server, rack e quant’altro.
Dentro quella “infrastruttura as a service” ci gira software e tecnologia proprietaria di Google.

E che altra tecnologia ci vuoi far girare in un datacenter e con quale manodopera? Queste competenze sono rare.

Non ricordo di aver mai visto nessuno dei tre grandi nomi (TIM, Fincantieri e Leonardo) tra gli sponsor di progetti open source a scala "cloud". Non ricordo nemmeno di aver mai sentito questi nomi dare presentazioni alle conferenze di OpenStac/OpenInfra o Linux Foundation. I nomi non ci sono nella lista di soci di OpenStack o CNCF, per esempio.  Gli italiani in OpenStack erano Garr, INFN ed Enter, tutte con pochi spiccioli. Il che mi fa supporre che nelle 3 grosse aziende citate non ci sono le competenze di scala al livello necessario ad offrire servizi alternativi agli ultra-scale.

Cloud architects e scalability engineers hanno stipendi che superano i 200mila dollari in USA. Quelli più esperti portano a casa tranquillamente pure il doppio. Chi ci viene a mettere in piedi da zero un'infrastruttura su progetti open source tipo Kubernetes in Italia con gli stipendi medi italiani?

Ci saranno sicuramente ottimi ingegneri e dipartimenti forti a TIM/Fincantieri/Leonardo, ma ho l'impressione che il C-level negli ultimi 10 anni non ha sviluppato le competenze necessarie a gestire un cloud in grande scala con progetti open source, anche solo compute+storage+network (non parlando dei servizi tipo dbaas, serverless, etc)?  Sbaglio?

Secondo me bisogna avere bene in mente questo stato di fatto per poter offrire piani credibili di indipendenza tecnologica all'Italia e all'Europa.