Il titolo dell'articolo mi pare fuorviante. La ricerca conclude: “We strongly recommend that Google desist from notifying the webmasters about their delisted content”. Si deplora inoltre la ripubblicazione dei link de-indicizzati. Trattasi di raccomandazioni in linea con quanto chiesto dai garanti EU, non direi quindi che i ricercatori "Uncover a Flaw in Europe’s Tough Privacy Rules". Riguardo invece alla possibilità di adottare forme di analisi dei dati per re-identificare i soggetti interessati dai processi di de-listing, non trovo che questo smentisca la validità dell'approccio EU. La tutela del c.d. right to be forgotten, come definita dalla ECJ, non mira infatti alla cancellazione del dato, ma solo alla non disponibilità dello stesso sulla base di una ricerca nominativa. Più in generale, la stessa nozione originale di diritto all'oblio punta ad un equilibrio fra conoscibilità e riserbo, non dunque alla cancellazione delle notizie, bensì solo a rendere più difficile il reperimento delle stesse. Così fu nei vari casi decisi in passato dalle corti circa la nuova pubblicazione di fatti passati, vicende certamente indagabili attraverso un lavoro di ricerca. AM On Sat, 4 Jun 2016 17:36:38 +0200 "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> wrote:
http://mobile.nytimes.com/2016/06/04/technology/europe-right-to-be-forgotten...
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-- Prof. Avv. Alessandro Mantelero Politecnico di Torino Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time Expert, School of Public Administration European Data Protection Law Review | Associate Editor http://staff.polito.it/alessandro.mantelero EMAIL POLICY: twice a day (Mon-Fri)