A.R.M. :

>Entro invece sul merito della "competenza dell'argomento". Perchè il
>prodotto artistico rientra e quello industriale no? Solo perchè sembra più
>facile diffondere il primo via Rete?

I 2 problemi sono distinti [es. il formalismo copyright si e'
materialmente costruito prevalentemente "lato lavoro", il formalismo patent
"lato capitale" ...]; e i  2 problemi sono *formalmente* e
*intimamente* interconnessi [per rispettiva riconducibilita'alla
categoria "proprieta' intellettuale", quindi sarebbe irrigoroso
sotto questo profilo schivarne le correlazioni di studio].

Che se ne parli o no,  oggi o domani - o mai -  "centralmente"
o eccentricamente - "in NEXA" o in altre sedi - il ragionamento di
A.R.M. non e' confutabile.

Il problema, che forse e' problema "di scelta", e' se riteniamo
universale o contingente, e nel secondo caso valido o obsoleto,
il 27.2, che e' punto senz' altro e limpidamente autoconsistente,
della Universal Declaration of Human Rights

http://www.ohchr.org/EN/UDHR/Pages/Language.aspx?LangID=itn

...

Articolo 27

1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita
culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al
progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali
e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria
e artistica di cui egli sia autore.

...

Giorgio
:::::::

>----- Original Message -----
>From: meo@polito.it
>To: marco.ricolfi@studiotosetto.it
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
>Data: Wed, 13 Jan 2010 12:24:57 +0100
>Subject: Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale

>Caro Marco,
> non entro nel merito della prima parte del tuo mail perchè
>proprio di questo vorrei parlare in Nexa. Peraltro, tu sai benissimo cosa
>pensano i fanatici estremisti come me di WIPO e delle sue iniziative, per
>non parlare di quella che consideriamo la grande truffa dell' "allargamento
>delle regole sui farmaci salva vita".
>Entro invece sul merito della "competenza dell'argomento". Perchè il
>prodotto artistico rientra e quello industriale no? Solo perchè sembra più
>facile diffondere il primo via Rete? Ma la Rete è ormai lo strumento
>principale per la diffusione del sapere scientifico che poi diventa
>brevetto. Per non parlare delle molte migliaia di brevetti su Internet (c'è
>una causa legale nella quale si sostiene che tutta l'attività della Rete è
>una violazione di brevetti precedenti) e dei prodotti proprietari che la
>Rete ospita, in contrapposizione con i suoi standard aperti.
>Comunque, se i due direttori concordano, ritiro la mia richiesta, senza
>far perdere tempo ad altri.
>Scusa ancora la mia assenza alla riunione di oggi che mi pare molto
>importante.
>Raf
>
>
>
>
>
>On Tue, 12 Jan 2010 19:20:43 +0100, "Marco Ricolfi"
><marco.ricolfi@studiotosetto.it> wrote:
>> Caro Raffaele,
>> peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come,
>penso,
>> anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
>> industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra
>> imprese
>> grandi e piccole, fra paesi forti e deb! oli, e r agione della morte di
>decine
>> di milioni di uomini, ogni
>> anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
>> Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato
>un
>> contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
>> intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato
>più
>> di
>> 200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
>> sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati
>dei
>> loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
>> sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
>> prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di
>iniziative
>> richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
>> iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento
>delle
>> regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
>> Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
>> specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che
>non
>> è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in
>> un
>> centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
>> brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
>> senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
>> Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
>> un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
>> riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene,
>Juan
>> Carlos?
>> m.
>>
>> -----Messaggio originale-----
>> Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
>> [mailto:nexa-bou! nces@ser ver-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele
>> Meo
>> Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
>> A: nexa@server-nexa.polito.it
>> Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
>>
>> Carissimi,
>> desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa
>previsto
>> per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo
>> partecipare
>> alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
>> dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che
>intendiamo
>> organizzare.
>> Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
>> piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa
>affrontasse
>> anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti
>industriali
>> e
>> dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina)
>mi
>> rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e
>oggi,
>> in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di
>Marco.
>> Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
>> decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione
>di
>> un
>> numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
>> della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
>> importante della questione della proprietà sul prodotto artistico,
>perchè
>> la
>> proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
>> disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
>> ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
>> illustrato da Medici senza Frontiere.
>> Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per a! ssociarm i alle
>> congratulazioni di Marco R. a Marco C.
>> Raf
>>
>>
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