On Sun, Dec 16, 2018 at 10:52:33PM +0000, Giacomo wrote:
Quando si dice FLOSS o FOSS in realtà si intende open source.
No Giacomo, *tu* intendi open source quando si dice FLOSS o FOSS. Opinione rispettabilissima, ma non puoi pretendere che sia universale. A parte te, tutte le altre persone che conosco che dicono FLOSS/FOSS intendo evidenziare che sono interessati alle libertà effettive offerte dalla licenza del software, a prescindere dalle etichette.
Ma l'autore di TempleOS non avrebbe mai potuto partecipare ad un evento FLOSS. Non avrebbe mai potuto sottostare alle regole aziendali codificate dalle Code of Conduct. [...] Un luogo ove un hacker non può esprimersi liberamente per non compromettere l'immagine degli sponsor, non ha niente di libero o di hacker.
Non ho alcuna pretesa di convincerti, ma mi dispiace lasciare credere ad altri lettori che l'equivalenza che tu fai tra comunità hacker e negazione delle code of conduct sia corretta. Perché non lo è. Per chi volesse un altro data point, tutti i più importanti hackerspace del mondo (ne ho verificati quattro, a campione: c-base, metalab, noisebridge, artisan's asylum) hanno delle Code of Conduct che si sono auto-imposti, senza avere sponsor: - https://wiki.c-base.org/dokuwiki/C-Miteinander - https://metalab.at/wiki/Code_of_Conduct/en - https://www.noisebridge.net/wiki/Community_Standards - http://wiki.artisansasylum.com/index.php?title=Code_of_conduct&redirect=no Poi, certo, puoi dirmi che dato che hanno una CoC non sono veri hacker. Ma è un sillogismo che si fonda sulla correttezza della tua equivalenza, che io contesto, dati alla mano. A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »