Dopo la pubblicazione sul sito della Camera del primo testo della Carta di Internet, si e' avviata, e nexa cerca di darne utilmente conto, la discussione del testo, ma anche dell'iniziativa in se'. Sarebbe bello se questa discussione non restasse chiusa tra gli "addetti ai lavori", cioe' qualche decina di persone che in Italia, da molti anni, con più o meno fortuna e competenza, interviene sui temi trattati nella Carta. Sarebbe bello se questo testo iniziale, di cui ogni parola e' come la parte emersa di un iceberg di questioni, punti di vista, implicazioni, terreni di indagine ancora da attraversare, diventasse l'occasione per una grande rete di dibattiti e approfondimenti pubblici, rivolti proprio ai non addetti ai lavori. Sarebbe bello se partisse da questo testo, e dalla consultazione che sarà avviata a fine mese, la possibilità di diffondere, molto, ma molto di più, la consapevolezza sociale sull'uso della rete, e sulle implicazioni delle scelte individuali che si fanno in proposito. Sappiamo come e' difficile farlo, quante cose superficiali, o consapevolmente scorrette, leggiamo in proposito sugli organi di informazione, come e' forte il potere di divulgazione dei centri di potere che operano sui mercati di Internet. Sarebbe bello se gli "addetti ai lavori", sia quelli che hanno partecipato ai lavori, sia quelli, inevitabilmente molti di più, che non hanno potuto farlo direttamente, (e magari proprio per questo forse hanno un pregiudizio negativo...) mettessero la loro competenza e la loro passione civile non solo a migliorare il testo della Carta, ma anche a servizio di questo percorso diffuso di consapevolezza. Anche perché, se non di diffonde questa consapevolezza, ogni Carta di Internet, anche una migliore di quella appena diffusa, e capace di spaccare in otto il capello di una definizione, resterà solo un testo senza conseguenze. Giulio