Caro Antonio, il problema secondo me non siamo noi.. è Bauman, che ragiona secondo una logica binaria. Credo che se invece prestassimo più attenzione alla vita ed alla sofferenza umane, e non solo umane, probabilmente queste disquisizioni ci toccherebbero meno. Sono d'altra parte tipiche di pensatori che mirano ad un'interpretazione onnicomprensiva dei processi sociali. E ai nostri tempi, non sono compiti né di un solo individuo né di un solo gruppo, né di una disciplina. Meglio rinunciare e puntare a teorie generative. Sono meno ambiziose, ma possono funzionare davvero. E poi non sono oppositive: ma trascendenti, il che fa risparmiare un sacco di tempo, di funzioni cerebrali e di risorse in generale. Il giorno gio 31 mar 2022 alle ore 20:01 Antonio Iacono < antonio@piumarossa.it> ha scritto:
...
La libertà senza comunione caratterizza l'individuo senza comunità.
leggevo oggi ...
"Sia il comunitarismo, sia il liberalismo sono proiezioni della reale e grave contraddizione che inesorabilmente si annida nella condizione dell'individuo autonomo. Entrambe sono però proiezioni unilaterali, entrambe ignorano il fatto che nessuna virtù di un'esistenza libera può sopravvivere all'eliminazione dei suoi difetti. La comunità senza libertà è una prospettiva altrettanto pericolosa e ripugnante della libertà senza comunità. Nel bene o nel male, la vita dell'individuo autonomo deve esprimersi nel veleggiare tra due estremi altrettanto sgradevoli. Nel bene o nel male, l'evitare i due scogli sommersi è l'unica chance di quella vita sensata e dignitosa che gli uomini liberi hanno il diritto di desiderare"
Il disagio della postmodernità - Zygmunt Bauman (2002)
Che tristezza commentare che a vent'anni di distanza una parte dell'umanità sbatte in uno scoglio e la restante nell'altro.
A. //
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