On 27/04/2020, Giorgio Ventre <giorgio@unina.it> wrote:
Buongiorno a tutti.
Perdonatemi, forse sto esagerando, ma non posso non notare lo sviluppo di una tendenza su questa lista da parte di alcuni membri ad una discreta drammatizzazione su questi punti specifici.
Non preoccuparti Giorgio, non hai nulla di cui farti perdonare. Su questa lista si confrontano prospettive diverse. Non devi dunque sorprenderti che ciò che (pre)vede un umile programmatore con appena 20 anni di esperienza sia diverso da ciò che (pre)vedi tu. E d'altro canto, laddove tu osservi una "discreta drammatizzazione" da parte di alcuni membri, io osservo una imperdonabile miopia da parte di altri. Prospettive diverse, appunto.
Il Decreto di ieri ha un punto sull'obbligo di monitoraggio della attività produttive che impone tra le altre cose la rilevazione della temperatura. Rilevazione che ovviamente deve essere fatta dalle imprese e che deve essere associata al dipendente. Vi ricordo che il Datore di Lavoro oggi ha l'obbligo di mantenere record sanitari, legati per esempio a eventuali prescrizioni per i dipendenti (limiti di impego su specifiche mansioni, cadenza di controlli medici). Ovviamente nel pieno rispetto della normativa.
Fuffa Giorgio, fuffa. In questa pandemia è risultato evidente a chiunque abbia il coraggio di guardarlo, che i medici competenti nelle aziende sono sottoposti ad un conflitto di interessi tale da renderne CONTROPRODUCENTE l'esistenza. Sono consulenti delle aziende. Non rischiano lontanamente di contrariare le aziende che ne pagano l'onorario. Invece di imporre alle aziende il rimansionamento dei cronici più a rischio, suggeriscono ai lavoratori di mettersi in mutua. Ma i medici di famiglia non possono mettere in mutua un lavoratore per una malattia cronica. Se lo fanno, l'INPS non pagherà il lavoratore. Il tutto "nel pieno rispetto della normativa".
mi sembra che vivendo in un Paese dove esistono delle norme ed un Parlamento forse questi timori siano davvero eccessivi.
Tu dici? Eppure, correggimi se sbaglio, il fascismo ha preso il potere in un Paese dove esistevano norme ed un Parlamento. Ed anche il nazismo, mi pare. Ora, sono certo che, secondo il consueto copione della retorica statunitense, invocherai una reductio ad Hidlerum. Eppure il punto è proprio questo. La democrazia è un sistema estremamente instabile. In Italia lo è stata fin dal 1948, passando dagli anni di piombo, dalla P2, per giungere a Berlusconi ed al presente... Dunque temo di non poter essere d'accordo con te. Non solo da un punto di vista tecnologico, ma storico. In Italia, ancor più che in altri Paesi europei, i timori sull'uso FUTURO delle tecnologie che OGGI vengono deployate (magari persino sottocosto) sono FONDATISSIME. E ti dirò... persino sorprendentemente miti. Giacomo