vi segnalo questo attualissimo articolo di Epifani e Montegiove: forma o sostanza, efficientismo o efficienza, marketing o solidarietà.
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Ecco che gli studenti universitari sono incastrati in improbabili webinar fatti da docenti che fino a ieri erano abituati ai lucidi (che le slide ancora non sono patrimonio condiviso). Webinar che si protraggono inutilmente per ore e ore. Il tutto non perché sia meglio così, ma perché “si deve rendicontare la didattica”. Ecco che anche i docenti più vicini a questi temi sono obbligati a utilizzare piattaforme del tutto improprie ed inadatte (una videoconferenza è una cosa ben diversa da un webinar) unicamente perché “la procedura vuole così”. Incuranti del fatto che chissenefrega delle procedure, e che stiamo sprecando un’opportunità di sperimentazione mai vista.
Forma è, per una scuola o una università, uscire con un comunicato stampa ricco di particolari su quanto siamo bravi a fare la didattica digitale per quattro messe cantate in video, che poco somigliano al coinvolgimento necessario nella didattica a distanza. Forma è buttare all’aria decenni di letteratura su come si fa blended learning per ore e ore di “videolezioni” che non devono raggiungere il risultato di ottimizzare il livello di efficienza/efficacia, ma “durare” il tempo necessario a rendicontare i giusti crediti.
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Lo sappiamo già da molto tempo, ma si può fare ancora molto per cambiare.
- Antonio Servetti