Sono Franco Marra e sono uno di quei programmatori che ha lavorato con Sandro Osnaghi. È una vecchia storia tutta giocata sul solito “noi sì che avremmo capito, non come quei coglioni di Ivrea”. Evidentemente ha capito tutto l’autorevole “Canavese news” che confonde un interprete Basic con un "sistema basico". Ho ovviamente avvertito il “Boiardo di stato” che non so se avrà voglia o tempo di rispondere a queste miserie.

Buona giornata
Franco Marra

Il giorno sab 9 gen 2021 alle 18:44 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Gli inglesi la chiamano serendipity. Il trovare qualcosa di
interessante mentre si sta cercando altro.
Ed è quello che mi è appena successo scovando, nel maremagnum della
rete, il sito [1]
del Museo dina­mi­co del­la tec­no­lo­gia “Adria­no Oli­vet­ti” zeppo
di articoli degni di essere segnalati. Come quello in oggetto [2] o il
racconto ("Qua la mano, signor Robot") del celebre psicologo e padre
della psicoanalisi italiana Cesare Musatti [3].

Antonio

[1]
http://museocasertaolivetti.altervista.org/
[2]
http://museocasertaolivetti.altervista.org/quando-la-olivetti-non-credette-nel-linguaggio-dal-programmatore-americano-bill-gates/
[3]
http://museocasertaolivetti.altervista.org/qua-la-mano-signor-robot/
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