Non che avessi dubbi, ma prima di commentare ho voluto scaricarlo e dare almeno un'occhiata, visto che per leggerlo ci vorrano alcune ore. Si tratta certamente di un'opera notevole, molto ben argomentata e documentata. Mi viene quasi da dire "sorprendentemente" (anche se, ripeto, conoscendo l'autore e l'ambiente in cui opera dubbi in realtà non ne avevo), perchè, purtroppo, le case editrici ed il sistema in generale ci hanno abituati a considerare le opere "regalate" come testi di bassa qualità, oppure funzionali all'acquisto dell'opera vera e propria. L'altro giorno ad esempio ho scaricato un testo gratuito su come condurre un webinar, saran state 25 pagine dove ogni due righe ricorreva "come spiegato nel nostro testo completo", che invitavano a comprare. Offrire un testo di questo livello gratis non è solo un apprezzato omaggio, ma è rivoluzionare il modo di fare cultura, ed è una rivoluzione che dovrà investere anche i lettori, oltre che autori ed editori. Dunque un sincero apprezzamento sia per l'opera, che per il modo con cui viene offerta all'umanità. Perchè, per quanto specialistico, tutto ciò che è sapere, cultura, innovazione, è un dono per il mondo intero, e non lo dico per mera retorica. Buon anno a tutti, e speriamo che di occasioni così ne arrivino tante Diego Date: Tue, 30 Dec 2014 09:42:44 -0800 From: ugo.pagallo@unito.it To: simone.aliprandi@gmail.com CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] La prima sentenza italiana sulle licenze Creative Commons M'inserisco nel thread non certo per annunciare il mio ultimo libro (ma già che ci siamo...), quanto per segnalare che quest'ultimo, pubblicato da un editore "tradizionale" (Giappichelli), e' rilasciato con licenza creative commons e disponibile a tutti online:http://www.giappichelli.it/il-diritto-nellet-dellinformazione,3485835 L'unico compromesso richiesto dall'editore e' di farvi registrare al loro sito prima di scaricare il libro gratis (come tale adottato per il corso che terrò il prossimo anno alle matricole di Giurisprudenza a Torino).Sebbene un po' ammaccato, ben valga il detto "yes, we can."Buon anno a tutti!u.p. Il giorno 30 dicembre 2014 07:32, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto: Segnalo inoltre che poco fa il sito IusInAction ha pubblicato un ottimo commento alla sentenza. http://www.iusinaction.com/licenze-creative-commons-i-giudici-le-capiscono-g... Mi sembra che siano state messe in luce tutte le questioni giuridiche degne di nota nella sentenza. Un caro saluto a tutti e un caro augurio di buon inizio d'anno. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu Il 22 dicembre 2014 20:26, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:
Ho pubblicato qui
http://aliprandi.blogspot.it/2014/12/prima-sentenza-italiana-creative-common...
il testo di una sentenza che ho ottenuto non come legale ma come
parte, in quanto autore del libro “Apriti standard. Interoperabilità e
formati aperti per l’innovazione tecnologica” che ha avuto una brutta
esperienza con la casa editrice Franco Angeli.
La sentenza, pur nel suo piccolo (è una decisione di primo grado) e
pur non trattando strettamente questioni di proprietà intellettuale (è
infatti di fronte al Tribunale ordinario e non alla sezione
specializzata), rappresenta un primo storico caso giurisprudenziale in
cui un giudice italiano si occupa dell'applicazione delle licenze
Creative Comomons. Lascio eventuali commenti (ne avrei molti) ad una
seconda fase e ad autonomi post; ma intanto mi premeva condividere con
tutti il testo.
Ovviamente, condivisioni e commenti saranno graditi.
Un caro saluto.
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
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