Premesso - per evitare qualsiasi dubbio - che per RMS provo grande
stima e profonda gratitudine per quel che ha fatto e continua a
fare, la questione che tu poni, Giacomo, è una questione politica
della massima rilevanza.
Come mi è già capitato di argomentare in pubblico, (per esempio in questa
occasione), sono convinto che uno Stato che non controlli,
anche fisicamente, le infrastrutture di comunicazione, archiviazione
ed elaborazione delle informazioni è uno Stato a sovranità
estremamente limitata.
Molti Paesi, anche europei, tra cui l'Italia, si trovano - chi più,
chi meno - in tale condizione.
Sospetto che qualche decennio fa i politici di tutti gli
orientamenti politici, inclusi i più atlantisti, avrebbero
immediatamente compreso la rilevanza della questione. La sovranità
è, infatti, la prerogativa fondamentale dello stato, a prescindere
dal colore politico. Senza sovranità non c'è politica.
Oggi, invece, dopo trent'anni di progressivo spappolamento culturale
e politico, siamo in pochi a parlare di qualcosa che in altri tempi
sarebbe stato senso comune...
jc
On 14/03/25 14:17, Giacomo Tesio wrote:
Perdonami Juan Carlos, ma pur condividendo la critica al movimento del
software libero [1], alla luce degli scarsi risultati ottenuti
dall'approccio non-violento di Monitora PA, non mi è chiaro come
affidarsi allo Stato possa funzionare.
[...]