Quasi un anno fa, Arundhati Roy terminava il suo bellissimo articolo [1] con: "Storicamente, le pandemie hanno sempre costretto gli esseri umani a rompere con il passato e a immaginare il loro mondo da capo. Questa non è diversa. È un portale, un cancello tra un mondo e un altro. Possiamo scegliere di attraversarlo trascinandoci dietro le carcasse del nostro odio, dei nostri pregiudizi, la nostra avidità, le nostre banche dati, le nostre vecchie idee, i nostri fiumi morti e cieli fumosi. Oppure possiamo attraversarlo con un bagaglio più leggero, pronti a immaginare un mondo diverso. E a lottare per averlo." So di andare controcorrente, specie in questa lista, in cui per molti iscritti, l'informatica e la tecnica in genere, sono il "pane". Giovanni Biscuolo qualche giorno fa scriveva: "Forse, dico forse, l'informatica (in rete ovviamente) è più uno strumento di liberazione che di oppressione, una sorta di strumento filosofico diffuso, anche quando usato più o meno inconsapevolmente." Ed è quello che penso pure io (o almeno ho pensato fino ad oggi) da quando esiste la rete. Nella segnalazione di Diego Latella di ieri, Martin E. Hellman, scrive: "In the 1970s, such questions were, at best, of passing interest to me. My research in cryptography consumed me. That wasn’t all bad since it led to the invention of public key cryptography and the foundation of much of modern cybersecurity. But, slowly and painfully, I came to see that my over-focus on career and logic was killing my marriage. Then, in 1981, Ronald Reagan’s assumption of the presidency brought the nuclear threat into sharp focus." Chissà quante volte Hellman si sarà chiesto: "ne è valsa la pensa?". La tecnica in sé e per sé non solo non ha liberato l’uomo dal lavoro e dal suo sfruttamento, ma, come ampiamente discusso, il "caporalato digitale" ha trovato proprio nella tecnica la definitiva modalità operativa. Insomma, e se in quel "bagaglio più leggero" auspicato dalla Roy ci fosse anche meno tecnica? Antonio [1] https://www.internazionale.it/notizie/arundhati-roy/2020/04/20/india-altra-p...