Quel che mi piace è l'aver sottolineato come la Casa Editrice fosse consapevole fin dall'inizio della scelta del Creative Commons. Sulla possibilità di conciliare le legittime aspirazioni di profitto da parte di una Società commerciale con una licenza libera potremmo discutere ore.

Però, in sintesi, il punto è "se vuoi fare business in modo classico e non ti interessano queste novità stattene fuori, fin da subito"

Congratulazioni!

E, con l'occasione, Buone feste a tutti i membri di Nexa ed i loro familiari ed amici

Diego

> Date: Mon, 22 Dec 2014 20:26:50 +0100
> From: simone.aliprandi@gmail.com
> To: nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] La prima sentenza italiana sulle licenze Creative Commons
>
> Ho pubblicato qui
> http://aliprandi.blogspot.it/2014/12/prima-sentenza-italiana-creative-commons.html
> il testo di una sentenza che ho ottenuto non come legale ma come
> parte, in quanto autore del libro “Apriti standard. Interoperabilità e
> formati aperti per l’innovazione tecnologica” che ha avuto una brutta
> esperienza con la casa editrice Franco Angeli.
> La sentenza, pur nel suo piccolo (è una decisione di primo grado) e
> pur non trattando strettamente questioni di proprietà intellettuale (è
> infatti di fronte al Tribunale ordinario e non alla sezione
> specializzata), rappresenta un primo storico caso giurisprudenziale in
> cui un giudice italiano si occupa dell'applicazione delle licenze
> Creative Comomons. Lascio eventuali commenti (ne avrei molti) ad una
> seconda fase e ad autonomi post; ma intanto mi premeva condividere con
> tutti il testo.
> Ovviamente, condivisioni e commenti saranno graditi.
> Un caro saluto.
> --
> Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa