Viviamo in un Paese in cui le lacune in ambito "sviluppo software" e la mancanza di una "capacità politica di gestione del software" sono tali per cui --di fatto-- siamo totalmente dipendenti da tecnologie (software) straniere o, peggio, incapaci di implementare soluzioni anche ai piu' banali processi di digitalizzazione.
Basta guardare al prodotto tipico dei "colossi nazionali" (SOGEI, INPS, ma anche Istruzione/Cineca), allo stato disastrato in cui versano gli Assessorati alla Sanita' Regionali (che --ricordo-- assorbono non meno dell'80% del budget dell'intera loro regione) o anche alla sostanziale incapacità del mondo degli Atenei di impiantare soluzioni (software) in grado di risolvere problematiche "elementari" infrastrutturali (es.: raccolta ed analisi degli eventi di sicurezza, in ottica cyber-security ma anche, e soprattutto, infrastrutture (software) per la Didattica a Distanza).
Personalmente --quindi-- io la vedo in modo diametralmente opposto: frenare certamente sul lato "hardware" ma _ACCELERARE_, e _DI_MOLTO_, in ambito "software".
Caro Damiano, è un piacere rileggerti dopo tanti anni. Sono d'accordo con te, ma questo è un dettaglio, mi permettano gli iscritti un saluto personale. Pur non essendoci mai incontrati siamo stati "assieme" in tante battaglie di inizio millennio. Tu mandavi email di protesta alle PP.AA. [1] [2] e lo stesso facevo io. Cosa abbiamo ottenuto? Poco, molto poco ... Eppure, attorno a Interlex, in quegli anni [3], c'era un bel movimento. Vorrei ricordarne uno che interveniva spesso, Giancarlo Fornari [4][5][6], ad oltre dieci anni dalla prematura scomparsa. Antonio [1] http://www.interlex.it/pa/verzulli.htm [2] http://www.interlex.it/pa/verzulli2.htm [3] http://www.interlex.it/pa/indice.html [4] http://www.interlex.it/pa/fornari4.htm [5] http://www.interlex.it/pa/fornari5.htm [6] http://www.interlex.it/pa/fornari6.htm