Il 08/07/2010 15:26, Andrea Glorioso ha scritto:
Non capisco bene cosa c'entrino i root server: la modifica ha riguardato dei nomi a dominio di secondo livello, quindi il problema e` delle organizzazioni che fungono da "registry" per i top-level domain a cui afferiscono i domini di secondo livello in questione (.com in primis).
Rieccomi, non avevo tempo oggi per rispondere su questo punto. Forse sto equivocando io, perché io partivo dall'assunto che uno dei domini "espropriati" fosse proprio un country top-level (.tv). Da questo punto di vista, in linea di principio, è come se avessero preso un dominio .it o .de e lo avessero riassegnato ad un'autorità federale americana, fermo restando che la rappresaglia da Tuvalu può essere senz'altro di minor forza che dall'Italia o dalla Germania. Però non tenevo conto che del .tv se ne occupa VeriSign, che sta negli Stati Uniti: è possibile che allora che i .tv siano sotto la competenza esclusiva americana e quindi ICANN possa disporne come meglio crede senza interpellare Tuvalu? Altro punto correlato: ma se ci sono problemi di dati non consistenti nel whois, errori o qualsiasi altra cosa, non sarebbe prassi, almeno di buon senso, PRIMA interpellare l'organizzazione (che potrebbe aver commesso qualche errore anche in buona fede) per vedere se è possibile correggere, invece di partire a razzo e ordinare il trasferimento del dominio ad un'autorità americana, o comunque consentire alla parte a cui si sottrae il dominio il diritto ad essere ascoltata? Ciao, Paolo