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mi colpisce la comunicazione pubblica della cosa via email, che evidentemente significa la scelta di spostarsi da un servizio ristretto/ridotto ad un servizio destinato ad un pubblico più ampio.
Personalmente [1] vedo GARR come una eccellenza nel panorama ICT del nostro Paese. Puo' sembrare retorico (e/o opportunistico), ma cosi' non e'.
GARR, ad oggi, è l'unica realta' pubblica del nostro Paese dove si fa "networking" di livello europeo (e non solo). Circa 10 anni fa, in occasione di una mia visita a Via Dei Tizii, sentivo uno dei tecnici parlare al telefono e discutere di link a 30Gbps che portavano traffico da "sensori terrestri" al "datacenter di riferimento". 30 Gbps, per loro, 10 anni fa, erano la norma. Il mio Ateneo (tutto), ai tempi era collegato a 155Mbps.
GARR rappresenta una "anomalia" nel contesto Pubblico: è fatta
pressoché esclusivamente da persone competenti. A tutti i livelli
della piramide.
Un aspetto che NON emerge, è quello dell'intensissima attività di "Ricerca e Sviliuppo": non è possibile moltiplicare per 100 la capacità trasmissiva del proprio network (quando questo parte gia' da livelli dei multipli del Gbps) se non a valle di complicate attività di R&D. E GARR le ha sempre fatte (almeno negli ultimi 20 anni) e le sta tuttora facendo (al WorkShop di novembre 2020, è stata presentata la Terabit Network [2]).
Uno dei capisaldi maturati negli ultimi ~5 anni è --per GARR--
quello dell'Automazione: è stato metabolizzato il fatto che per
governare la complessità esponenzialmente crescente delle
tecnologie con cui si ha a che fare, _NON_ e' piu' possibile
seguire l'approccio "manuale" ma, piuttosto, e' necessario
"automatizzare" e "orchestrare".
Pur non essendone certo al 100%, sono pronto a scommettere sul
fatto che GARR sia, ad oggi, _L'UNICA_ realta' Pubblica che opera
in ambito ICT dove una parte significativa dell'Ente (almeno il
100% del team che segue le "operazioni") gestisce il proprio
workflow lavorativo con tecnologie come GIT/GitLab; automazione
del ciclo di rilascio della documentazione (a-la read-the-docs),
automazione nella gestione dei sistemi (ansible) e tante altre
cosette che oggi vanno di moda con il termine "DevOps". In GARR,
si fanno; Altrove le si scrive sui PPT.
La necessità di "automatizzare" e "orchestrare" è stata ulteriormente messa in pratica con la propria piattaforma di "Cloud Federato" [3], che il Prof. Attardi conosce benissimo (essendone il Papà, se ricordo bene...) e che rappresenta l'ennesimo "esercizio" di Ricerca e Sviluppo dove --tra l'altro-- il risultato (inteso come piattaforma, appunto, di R&D) è stato messo a disposizione di tutta la Comunità GARR che volesse fruirne. Con questa piattaforma è possibile prendere confidenza con oggetti quali OpenStack e Kubernetes... e tutti gli ammennicoli che vi ruotano attorno, incluso tutto l'ambaradan che va di moda con il termine "microservizi".
È in questo contesto che si collocano i numerosi "esperimenti"
fatti con le tecnologie di audio/video-conferenza, a partire
dall'adesione al progetto "IoRestoACasa.work". GARR li ha voluti
"testare" sul campo. Non si trattava di tenerli "ristretti". Si
trattava semplicemente di analizzarli per testarne i limiti (...in
GARR, questo e' possibile). Ed ora che le idee sono chiare.... e'
arrivato il momento di metterli a disposizione degli utenti.
Tornando a livello generale, non ho alcuna esitazione a dire che
GARR mette a disposizione della Comunita' Accademica tutto quello
di cui un docente/ricercatore potrebbe aver mai bisogno --come
piattaforma ICT-- per la sua attivita'.
C'e' solo un problema: NESSUNO LO SA!
Mi piacerebbe si aprisse un dibattito serio, aperto, "alto", su
cosa esattamente possa fare GARR per l'ICT del nostro Paese. In
questo senso vedo estremamente positivi gli sforzi della Prof.ssa
Pievatolo, del Prof. Nardelli e di altri che intravedono in GARR
un interlocutore "interessante".
Sarebbe ultilissimo se anche la stessa Senatrice Mantovani (dipendente GARR; oggi in aspettativa "politica") si adoperasse in tal senso (non mi pare lo stia facendo; o almeno io non l'ho riscontrato).
GARR invece che Google o Zoom dovrebbe significare maggiore attenzione e rispetto di normative esistenti, e di principi etici.
Stante il contesto di questa lista, credo sia riduttivo limitarsi
a comparare i servizi offerti da GARR a quelli offerti da terzi:
essendo i server di GARR dislocati sul territorio nazionale, tutta
una (lunga) serie di problematiche giuridiche verrebbero
affrontate in modo diverso, con positive ricadute sugli utenti.
La discussione in ambito DaD, a mio avviso, va inquadrata diversamente. Per erogare un servizio di DaD servono diverse cose:
a - utenti/studenti, fruitori del servizio;
b - utenti/docenti, fruitori del servizio;
c - infrastrutture di calcolo, storage e networking adeguate alla domanda;
d - applicazioni, potenzialmente integrate con gli applicativi gia' esistenti presso gli enti formatori;
e - un team di supporto, in grado di garantire il regolare funzionamento di c) e d)
f - un team di sviluppo, in grado di far "crescere" d) sulla base delle esigenze di a) e b)
La prof.ssa Pievatolo {b} ha gia' raccontato [4] di aver fatto lezione con 188 studenti {b} utilizzando BlueMeet di GARR {d}[5]. BlueMeet che girava sull'infrastruttura GARR-Cloud {c}
Ad eccezione dei docenti di PoliTO (...e della Prof.ssa Pievatolo), tutti gli altri utilizzano Microsoft Teams {d} o Google ClassRoom {d} in esecuzione sulle piattaforma dei rispettivi vendor {c}
Il punto fondamentale, a mio avviso, è che bisognerebbe partire da {f}, ossia da un gruppo di lavoro super-partes che possa lavorare insieme a {a} ed a {b} per definire _ESATTAMENTE_ quello che serve. E non lo dico a caso.
Ho due figli in DaD (da un anno, piu' o meno). _CONOSCO_ il modo
in cui gli insegnanti dei miei due figli si interfacciano a
ClassRoom. E conosco anche il modo il cui molti docenti
dell'Ateneo che seguo, usano Teams. È un contesto che i miei occhi
riescono a vedere _MOLTO_CHIARAMENTE_.
E non ho esitazione alcuna nel sostenere che se oggi tutto il mondo dell'istruzione (universita' e scuola) è basato su Teams o su ClassRoom (o su Zoom), è semplicemente perche' _NESSUNO_ (PoliTO escluso) si è seduto ad un tavolo ed ha iniziato a dire: "cosa serve?" {f}.
Ed il mio cuore _SANGUINA_ quando penso al fatto che GARR, con uno schiocco delle dita, ha dimostrato di saper risolvere {c} e che quindi l'unico problema che resta è la componente applicativa. Componente che --con le tecnologie oggi disponibili-- è possibile sviluppare in tempi ridicolmente brevi: basta volerlo fare (...chiaramente, a livello Politico; non certo a livello GARR).
Addirittura, a volte --fuori da GARR-- ho sentito parlare di {e}
come un problema insormontabile: "Chi gestisce la piattaforma?
Come facciamo? Possiamo farlo?". È chiaro che chi si pone queste
domande vede come problematica la gestione di una infrastruttura
che possa erogare DaD a qualche centinaio di migliaia di studenti
ogni giorno. Beh! A me questo tema fa sorridere: in un Paese che
sta vivendo la piu' grande crisi economica dal primo dopoguerra,
sembra quasi che questa occasione di "lavoro" rappresenti un
problema. Ebbene cosi' non è. Automazione e Orchestrazione
permettono _banalmente_ di risolvere lo stesso problema di
"gestione", sia che si tratti di gestire un singolo "cluster"
(magari attivo su scala "regionale" o su scala "satellitare"
rispetto all'Ateneo di riferimento) sia che si tratti di gestirne
~70 (magari uno per Ateneo). Insomma: i miei occhi, tutto
vedono... tranne problemi "tecnici" legati alla gestione
dell'infrastruttura.
E sottolineo come la mia visione _NON_ sia affatto in antitesi
con la strategia GARR. Anzi: tutt'altro: "...è opportuno e
necessario quindi sviluppare e mantenere servizi e applicazioni
ad alta disponibilità e bassa latenza mediante i mini-data
centre ridondati e distribuiti su scala nazionale presso i PoP
della rete GARR o presso le sedi dei Soci." - è quanto
riportato a pagina 6 del "Documento di Strategia GARR" [6] di
Dicembre 2020.
mi piacerebbe capire se e quanto fare lezioni in videoconferenza con i servizi offerti da GARR sia meglio che con Google o Zoom. me lo chiedo perché, ad esempio, uno dei servizi di videoconferenza si basa su Adobe Connect e dunque il software di base non è software aperto.
grazie dell'aiuto
La piattaforma proprietaria che citi è nella lista semplicemente perche' storicamente è stata la prima che GARR ha acquisito per erogare il servizio vConf. È un qualcosa di storico, che evidentemente si è deciso di lasciare in piedi.
Per il resto, posso solo ribadirti che la Prof.ssa Pievatolo fa
"regolarmente" (parole sue) lezione con BlueMeet con 188 studenti.
Per provare tu stesso, lato GARR non hai che da andare su:
cliccare su "Entra", registrarti, attendere che il tuo account venga "autorizzato" (se non accadesse nel giro di 24 ore, fammelo sapere in privato: penso di poter "accelerare" l'iter) e... provare :-)
Mi fermo qua. Ho decisamente scritto troooooppo :-)
Auguri di Buona Pasqua a tutti/tutte!
Bye,DV
[1] sono il "referente" GARR di un Ateneo e con GARR, ho avuto il piacere di confrontarmi in varie occasioni, anche recentissime.
[2] https://www.eventi.garr.it/it/ws20/programma - cercate "GARR-T" nella pagina
[4] https://nitter.eu/MCPievatolo/status/1361293995897454596
[6]
https://www.garr.it/it/chi-siamo/documenti/documenti-garr/5346-documento-di-strategia-garr-2020/file
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non credo a niente che sia facile, rapido,
spontaneo, improvvisato, approssimativo.
credo nella forza di ciò che è lento, calmo, ostinato,
senza fanatismi né entusiasmi
i. calvino
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Maurizio Lana - 347 7370925
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nexa mailing list
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Damiano Verzulli
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html